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In ricordo di Nilde

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Conosco Nilde da più di venticinque anni, e non ho perso solo una compagna di partito, ma anche un’amica.

da Renato Pizzi
Segretario politico SDI di Senigallia
La sorte non le ha mai spianato la strada, fin da ragazza ha dovuto assumersi responsabilità che avrebbero spezzato la schiena a chiunque. E’ maturata presto, dopo il liceo si è laureata brillantemente in ingegneria, ha intrapreso la carriera universitaria, si è divisa tra la cura per sua famiglia, di cui troppo presto ha dovuto assumere la guida e i desideri e le aspettative di ogni sana ragazza della sua età: lo sport, gli amici, una stabile relazione affettiva.

Era stato poi mio padre, ricordo, che l’ha avuta in squadra quando era presidente della pallavolo femminile e conosceva le sue idee, a proporle di avvicinarsi alla politica. Nilde accettò con entusiasmo: iniziò con discrezione, per non urtare le diverse sensibilità della sua famiglia d’adozione, ma il suo carattere determinato l’ha condotta ad assumersi presto maggiori impegni e responsabilità.

La città ha imparato a conoscerla nei suoi cinque anni di presidenza della Casa Protetta per Anziani, istituto in declino che sotto la sua guida ha riacquistato autonomia ed è tornato ad essere un punto di riferimento per molte famiglie e per l’intera collettività.

Il suo rispetto per tutti, l’attaccamento ai valori e agli ideali, unito al pragmatismo di chi è abituato a decidere, la sua umanità, la sua franchezza e allo stesso tempo l’umiltà con cui affrontava ogni questione, ne hanno fatto, nella comunità socialista, un punto di riferimento e di speranza per il futuro.

Nelle ultime elezioni si era molto impegnata, credeva con forza nell’unità dei socialisti, sperava in una buona affermazione del partito e per questo si era spesa attirandosi critiche e attacchi a volte volgari da parte di certa stampa. L’incarico di assessore, che il Sindaco aveva scelto e deciso di affidarle anche a costo di infrangere delicati equilibri politici, è stato un riconoscimento meritato. Anche in questo compito si era subito calata, sentiva l’urgenza di essere al più presto operativa, di fare bene. Voleva dimostrare – a sé stessa per prima, credo - a chi le aveva dato fiducia, alle persone cui doveva rendere conto, al personale del Comune, al partito, a chi le voleva bene, che quella fiducia era ben riposta.

In questo momento il pensiero va a una ragazza solare, idealista e concreta insieme, impegnata nel lavoro, in politica e nel sociale, fortemente attaccata alla famiglia, incapace di rifiutare ogni nuova sfida che la vita o lei stessa mettessero sul suo cammino. Forse credeva - e ci aveva convinto - che la sua stoffa robusta avrebbe potuto fare tutto e sopportare qualsiasi sacrificio. Ancora increduli noi oggi piangiamo e salutiamo un’amica, una buona socialista che sarebbe piaciuta a Nenni.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 giugno 2005 - 1770 letture