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Cultura ed Enogastronomia conquistano gli Ebrei americani

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52 turisti americani di cutura ebraica hanno visitato Senigallia e Corinaldo.
È importante che un gruppo organizzato proveniente dall'estero abbia scelto Senigallia come base per una visita cuturale della Marche.

Tutto è iniziato alcuni anni fa quando una redattirce della rivista ItalyItaly, rivista stampata in italia per un pubblico di lingua inglese, si è recata a Senigallia per un reportage sugli intinerari ebraici nelle Marche.

Intervistando Ettore Coen, esponente della comunità ebraica locale e del movimento Vivere il Centro è nata una collaborazione.
Molti gruppi sono quindi passati, negli ultimi due anni, a Senigallia per visitare la Sinagoga, una delle quattro sinagoghe rimaste nelle Marche.

Solo alcuni giorni fa un gruppo si è fermato a pernottare in città, ospitato ai Duchi della Rovere.
Il gruppo di 52 persone, composto da cittadini americani di cultura ebraica, tra cui rabbini, docenti universitari storici dell'arte ed il direttore del Peter Geffen Center for Jewish History of New York, proveniva da Venezia e ha scelto Senigallia come seconda meta nel loro viaggio in Italia.

Oltre alla visita alla città, Rocca e Sinagoga in particolare, il gruppo ha visistato Corinaldo, dove ha incontrato il Sindaco Livio Scattolini, che per l'occasione ha lasciato il giocatore di calcio Ambrosini.

Nella splendida e suggestiva cornice dell'hotel Il Giglio si è tenuto un pranzo del tutto particolare organizzato da Ivano Paolini.
Si trattava di piatti tipici marchigiani adattati alle regole igenico alimentari ebraiche.

Iportante l'apporto degli Chef D'Aurizio Donato e Anniballi Stefano che hanno tenuto una vera e propria lezione di cucina, preparando la sfoglia sotto gli occhi stupefatti degli ospiti americani.

Sulla tavola cibi marchigiani. Bruschette marchigiane macheroncini di campofilone e gnocchetti pomodoro e basilico, formaggi tipici come pecorino e parmiggiano reggiano. ciambellone e maiorchino di Ostra Vetere i dolci.
I vini: Visciola, Verdicchio Jesi, Lacrima di Morro D'Alba e Rosso Conero.

La notizia è stata diffusa solo dopo la partenza dei turisti per tutelare lasicurezza degli ospiti, che, durante la permanenza in città è stata garantita dai Carabinieri.

"È un turismo che ci fa particolarmente piacere - Dice Ettore Coen - perché è un turismo culturale e quindi non legato alla stagione estiva."



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 giugno 2005 - 4243 letture