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Rifondazione: l'A14 va spostata

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L'ampliamento del tratto autostradale con la costruzione della terza corsia, va a rafforzare una scelta relativa alla viabilità di lunga percorrenza compiuta negli anni 50 che, individuando il tracciato troppo a ridosso della città, ha di fatto storicamente penalizzato Senigallia, condizionandone pesantemente lo sviluppo.

di Fabrizio Petrolati
Segretario Partito Rifondazione Comunista Senigallia
L'adeguamento, pur importante, del tratto autostradale della A14, mette di fatto la parola fine all’ipotesi di un suo arretramento e non corrisponde alle esigenze reali della nostra città. Riteniamo, quindi, tale scelta sbagliata.
Al contrario, è questa la grande occasione per incalzare la Società Autostrade sull’ipotesi di arretramento a monte del tracciato autostradale, liberando l’attuale tratto dell’A14 rendendola la vera alternativa alla Statale Adriatica, la vera strada complanare.
Questa è la scelta di prospettiva, che guarda al futuro. L’unica in grado di dare una risposta forte al problema del traffico e respiro a tutta la viabilità cittadina.
Senigallia, centro di rilievo turistico regionale e nazionale, stretta ed avvolta dalla Ferrovia, dalla Strada Statale e dalla Autostrada A 14, vedrebbe per l'ennesima volta sacrificati i propri interessi, come accadde 50 anni fa. Senigallia ancora condizionata, quindi, questa volta da una politica locale e regionale miope, incapace di rappresentare un territorio che al contrario ha dato tanto a questa Regione, sia in termini di immagine che di risorse.

Rifondazione Comunista, da anni ritiene che si debba perseguire un nuovo modello dei trasporti, privilegiando la ferrovia o quantomeno sostenendo lo sviluppo del trasporto intermodale, liberando il più possibile le strade dal traffico pesante.
In attesa che ciò venga attuato con maggiore decisione, vanno certamente realizzati interventi tesi ad alleggerire il traffico sulla Statale 16, soprattutto nel tratto che attraversa il nostro centro cittadino.
Occorre vietare il passaggio dei mezzi pesanti in mezzo alla città, ma va soprattutto riorganizzata la viabilità cittadina. Ciò si rende necessario anche in virtù dei recenti provvedimenti adottati – targhe alterne – per combattere l’inquinamento da polveri sottili, di cui il traffico automobilistico è uno dei primi responsabili. L’eventualità che si profila di costruire la complanare, parallelamente al tratto autostradale, non ci convince perchè di fatto non fa che spostare il problema un po’ più in là! Sempre all’interno del perimetro urbano!

In sostanza, lo “scambio” che si profila con la Società Autostrade, raddoppio in cambio della complanare, rischia di essere un compromesso “a perdere”.
Si va ipotizzando una soluzione che avrà comunque un impatto consistente in termini ambientali (dove passeranno, infatti, i circa 20 metri di nuova carreggiata stradale??) i cui benefici saranno tutti da dimostrare, la cui fattibilità economica è incerta e ancora tutta da definire. La società autostrade, infatti, si farà carico solo di una piccola parte, per il resto bisognerà aspettare, trovare le risorse esterne al Comune.
Occorrerà tempo quindi. Non vorremmo si creassero le condizioni per una opera incompiuta! Andranno valutate bene, allora, oltre l’impatto ambientale dell’opera, anche le sue implicazioni finanziarie e le eventuali fonti di copertura. Ma soprattutto dovrà essere una scelta condivisa dalla città.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 giugno 2005 - 2359 letture