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E' polemica nella Margherita

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Franco Porcelli risponde ad una nota di Barbara Sardella apparsa venerdì sul Corriere Adriatico.

da Franco Porcelli
oggi, Cittadino per l’Ulivo
No, i giri di parole e la confusione non interessano nessuno.
La chiarezza invece sì. Allora vediamo di capirci bene:

1 – Non è possibile stravolgere le regole del gioco democratico, di cui una elementare è la corrispondenza che deve esserci tra il risultato del voto espresso dai cittadini ed il successivo assestamento del quadro politico-amministrativo. Se questa corrispondenza è disattesa, l’elettore ricaverà la sensazione motivata che il suo voto non conta nulla! Questa corrispondenza a Senigallia non c’è stata e questa si rivendica perché è inconcepibile che la crescita del consenso raccolto si risolva in una riduzione del peso e della rappresentanza dentro la Civica Amministrazione, che è la massima espressione della città, ovviamente a tutto vantaggio delle forze politiche che dagli stessi elettori sono state lasciate in condizioni stazionarie o addirittura sono state fatte regredire.
Questo è accaduto alla Margherita di Senigallia che ha perso 1 Assessore e la Presidenza del Consiglio, in barba ai voti, tanti, ricevuti. Ci siamo almeno accorti di questa contraddizione?
Né gridiamo scandalizzati alla solita arroganza di potere veterodemocristiana: quando parliamo di Amministrazione comunale parliamo dell'espressione prima del Governo cittadino ed allora il rispetto delle rappresentanze serve ed è tutt'altro che indifferente per decidere la scelta, la qualità, il taglio e le cadenze delle politiche. Ogni comunità si riflette nell’espressione coerente del governo cittadino che si è scelto. Quindi a ciascuno quanto è legittimo. Specialmente se campeggia, come da più parti asserito, un Sindaco che è avvertito e vissuto ben più al di là del primo tra pari che deve essere (non è questa la mia sensazione).

2- La coalizione non è mica confusione indistinta! Per funzionare deve essere precisa nei compiti, negli ambiti, nelle responsabilità ed anche nelle rispettive incidenze. O qualcuno pensa alla “Cosa 4, 5, 6” e via discorrendo, dove c’è un solo centro motore e tutti gli altri sono satelliti? Quando qualche anno fa i sottoscrittori della nostra “lagnanza” determinarono, andando controcorrente in compagnia di pochi altri amici, la svolta politica che ha anticipato l'Ulivo ed ancor oggi prosegue, non pensarono mica di arruolarsi nel PDS del momento, bensì rivendicarono un rapporto di pari dignità tra forze diverse che sapevano ritrovarsi su un progetto comune di amministrazione cittadina. Questa è la coalizione ed è avvertibile dal progetto che fa crescere tra la gente.

3- Prodi e l’Ulivo. Non basta gridare Prodi, Prodi. Bisogna fare la politica che Prodi prima ci ha indicato e poi per il veto dei Partiti non ha avuto il coraggio di portare in porto. Dov’è il coinvolgimento dei mondi vitali per i quali, lasciata ad altri per un momento la politica attiva, ci siamo invano spesi in questi ultimi anni? Dove sono le costituenti dell’Ulivo che, sintesi di dialogo ed interazione tra i Partiti, le Associazioni, i Movimenti e le singole Personalità, fondano l’assemblea/direttivo locale dell’Ulivo? E poi continuando dove sono gli albi degli elettori, le primarie che consolidano il radicamento dei candidati ai vari livelli col territorio e con la gente, ecc. Ecc. ???

Ovviamente tutto questo è un’altra sensibilità del Centrosinistra, di Senigallia e dell’Ulivo. Se è il caso possiamo parlarne pubblicamente in un confronto a tutto campo, quando e dove si vuole. Ma forse si può cominciare da dentro la Margherita, attivando tutte le procedure opportune (iscrizione compresa), con l’intento di chiarire, se è possibile, tre passaggi importanti: la coalizione funzionale, i contenuti della politica dell’Ulivo, la pari dignità dei soggetti diversi e coautori di un progetto politico comune.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 giugno 2005 - 1367 letture