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Continuano le proteste contro i tentativi di tagliare i fondi del volontariato

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Il tentativo del Governo di tagliare i fondi del volontariato continua e il Csv (Centro di servizio per il volontariato) delle Marche ha deciso, il giorno prima della manifestazione nazionale indetta per martedì 21 giugno davanti alla Camera, di coinvolgere gli uomini politici della regione di tutti gli schieramenti per continuare in una battaglia iniziata da qualche mese.

dal Csv Pesaro

Hanno risposto all’invito di Aberto Astolfi, vice presidente del Csv, il senatore Stefano Bastianoni, gli onorevoli Luigi Giacco e Marisa Abbondanzieri e l’assessore regionale alla sanità e al volontariato, Almerino Mezzolani, accompagnato dal dirigente di settore Giovanni Santarelli.
Da qualche tempo il Governo sta tentando di tagliare i fondi che permettono ai Csv di elargire gratuitamente i servizi a tutte le associazioni di volontariato.
Queste strutture, previste dalla legge 266, sono finanziate dall’elargizione obbligatoria delle fondazioni bancarie delle singole regioni.
Una sentenza del Tar del Lazio, di recente ha avvallato la drastica riduzione di questi fondi grazie ad una macchinosa interpretazione di un atto del ministero dell’Economia.
Ora, dopo un tentativo andato a monte grazie alla mobilitazione di tutto il mondo del volontariato qualche settimana fa, il Governo sta tentando di riportare all’approvazione della Camera il Disegno di legge sulla competitività che contiene un articolo specifico sulla riduzione dell’autonomia gestionale del volontariato.
Nell’articolo 18, infatti, si chiede di dare l’amministrazione del 50% dei fondi ai Comitati di gestione che sono composti, nel caso delle Marche, da 9 rappresentanti delle fondazioni bancarie su 15 elementi. “Un atteggiamento brutale - ha sottolineato Astolfi – che è solo un’incentivazione al clientelismo.
Noi siamo gestiti dall’Associazione volontariato Marche, una realtà che comprende oltre 300 associazioni della regione.
I nostri servizi sono elargiti a tutti, iscritti e non.
Ora si tenta di far tornare tutto alle valutazioni discrezionali.
L’unica spiegazione di una tale ipotesi, è “un pateracchio tra Governo e banche”.
Quello che si sta tentando di fare, però, sembra essere parte di un disegno complessivo più ampio, come ha spiegato l’on. diessino Luigi Giacco: “è la cultura dell’individualismo contro quella della solidarietà, dell’impegno della comunità dando qualche euro in più al singolo ma che se la deve cavare da solo. Una follia”.
“Un’involuzione culturale – ha rincarato l’assessore Mezzolani – con il ritorno all’accentramento dei fondi si vuole tornare all’elemosina, al finanziamento come concessione. Un atteggiamento anti democratico e arrogante che va a colpire i soggetti più fragili, quelli abituati al dare, al donare tempo e attenzione gratuitamente a chi ne ha bisogno”.
La richiesta unanime è quella di rivedere in aula la 266, la legge che regola il mondo del volontariato. Una legge che, come ha ricordato il senatore della Margherita Stefano Bastianoni, “sicuramente va aggiornata per stare al passo con le nuove esigenze, ma il cui impianto appare ancora adesso valido nella sostanza. Spero che non ci sia bisogno del nostro intervento, nel caso in cui i colleghi della Camera riescano a far stralciare questo articolo.
Comunque, come abbiamo già dimostrato, secondo me riusciremo a bloccare questo ennesimo scippo”.
Fiducia che dimostra anche la onorevole Marisa Abbondanzieri, convinta che “la rete in Parlamento funzionerà anche questa volta. Riusciremo a ribaltare questa cultura dell’individualismo mantenendo risposte collettive così importanti come quelle dei Centri di servizio. Ben venga, quindi anche la manifestazione nazionale di protesta così da sensibilizzare al meglio i cittadini”.
In sostanza un’alzata di scudi generale, nella speranza di riuscire a stralciare il famigerato articolo 18.
Resta comunque in piedi anche l’ipotesi di un cambiamento dell’articolo “che potrebbe prendere spunto proprio dalla nostra esperienza – ha concluso il vice-presidente Astolfi – I bandi sulla progettazione delle Marche seguono criteri concordati con il Comitato di gestione e fanno riferimento ad una commissione valutativa che vede tutti i soggetti coinvolti: Centro di servizio, Regione e Fondazioni”.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 giugno 2005 - 2089 letture