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libri & cultura: Incontri con uomini straordinari

6' di lettura
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Gurdjieff non è propriamente uno scrittore. Si è cimentato nella scrittura per trasmettere il suo sapere e alcuni scritti sono stati riportati dai suoi allievi. In ogni caso si trattava di una persona non comune.

del Custode del Goolestan

Di origine caucasica, girovagò per mezzo mondo e aprì diverse scuole per "Il risveglio e la crescita armonica dell'uomo", la più famosa fu quella di Fontainebleau, chiamata del Prieurè, che Gurdjieff diresse fino alla sua morte avvenuta nel 1949. Molti, senza saperlo, conoscono alcune sue frasi celebri attraverso i testi di Franco Battiato, che attinge a piene mani da questo autore del passato per i suoi spesso misteriosi testi.
Per chi non lo sapesse, Battiato cura una collana, "L'OTTAVA" che ha pubblicato anche i libri di Gurdjieff. Per chi desidera conoscere questo personaggio, senza affrontare testi troppo complessi, può leggere "Incontri con uomini straordinari" edito anche da Adelphi. E' una specie di autobiografia dell'autore, che racconta le storie di donne e uomini straordinari incontrati durante la sua avventurosa vita e sui sentieri della conoscenza.
E' un libro sorprendente.
Per chi vuole subito approfondire il pensiero e gli insegnamenti che venivano impartiti a Prieurè, è meglio cominciare con "Vedute sul mondo reale", de L'OTTAVA.

Gli insegnamenti di questo maestro straordinario sono piuttosto complessi e non è facile riassumerli. Diceva, ad esempio, che l'uomo moderno, specie in occidente, è "disarmonico". Per spiegarsi paragonava la persona ad una carrozza con cavallo e cocchiere. Iniziava dicendo che la carrozza rappresenta il corpo, il cavallo la passione e l'istinto e il cocchiere la mente. Le tre parti sono malandate e mal collegate, diceva. In particolare il cocchiere non ha più le briglie (cioè la mente non controlla più la passione).
Capita così che il "cavallo" galoppi verso, ad esempio, la passione per il gioco d'azzardo, che per l'insieme costituisce l'equivalente di un burrone! Allora il cocchiere urla, parla, calcia il sedere del cavallo, ma quest'ultimo ovviamente non intende e, quasi sempre galoppa fino alla perdizione di tutti e tre i componenti.
Ma la cosa più grave, diceva Gurdjieff, è che manca il padrone dentro la carrozza!
Il cocchiere è solo un servo, che si accontenta di un bicchier di vino e di una prostituta: non gli interessa, né è in grado di decidere una meta e intraprendere un viaggio lungo con uno scopo! Il vero scopo dell'esistenza dell'insieme carrozza/cavallo/cocchiere è proprio il trasporto del padrone, cioè dell'anima.
Secondo Gurdjieff non nasciamo affatto con un'anima: solo un cammino verso la consapevolezza e il “risveglio totale” ci mette in condizione di "Fare" al di fuori degli automatismi. Allora diventiamo preziosi per l'universo e l'anima diventa immortale e sopravvive al disfacimento del mezzo di trasporto.

Un’altra interessante intuizione di Gurdjieff è quella sulla libertà effettiva delle persone e sui comportamenti automatici. In "Vedute sul mondo reale" c'è una complessa dissertazione sull'automatismo del comportamento umano. Gurdjieff asseriva (sto semplificando e sintetizzando molto) che non siamo affatto liberi. Per spiegare usava una complessa metafora. Diceva che siamo governati da 4 "centri", collegati in modo articolato fra loro, cui dobbiamo "obbedire".
I centri sono: Motore, sessuale, passionale ed intellettuale. Fatto 1000 del nostro tempo, della nostra volontà, della nostra attenzione e del nostro impegno, l'80%, cioè 800, viene speso per il centro motore, che è il centro della sopravvivenza.
Dobbiamo lavorare, procurarci cibo, vestiti, casa, ecc, ecc. Possiamo decidere il tipo di lavoro (sempre che non ci sia capitato di possedere un talento innato che NON abbiamo scelto di avere), o cosa mangiare o come vestire.... Ma non possiamo sottrarci ai bisogni primari e la maggior parte delle volte neanche a quelli indotti, come metter su famiglia ed avere figli.

Di quel che resta di 1000, cioè 200, l'80%, (cioè 160) va al centro sessuale.
Soddisfatto il centro motore, a tutte le età, in diversi modi e con diverse inclinazioni, ci dedichiamo al sesso. Non solo all'atto, ma soprattutto al "pensiero" e a tutto quello che lo circonda, in termini di desiderio, corteggiamento: pensate solo al tempo che si impiega per rendersi attraenti, tra trucco, abbigliamento sexy, palestra e roba del genere! E' un impegno costante, dalla pubertà fino alla morte.
Ci pensiamo molto di più di quanto non ci rendiamo conto.

Di quel che resta di 200, cioè 40, l'80%, (cioè 32) va al centro passionale.
Soddisfatti gli altri due centri, il nostro essere richiede di occuparsi di una passione, intesa soprattutto come progetto, hobby importante, obiettivi, animali, ecc, ecc. Abbiamo bisogno di "soddisfazioni", di vedere che riusciamo ad appassionarci a qualche cosa. Possiamo scegliere (più o meno) cosa, ma non possiamo farne a meno: la vita altrimenti ci sembrerebbe vuota.

Quel che rimane, (cioè 8) va al centro intellettuale. La nostra mente richiede "impressioni". Soddisfatti quindi gli altri tre centri, ci va di vedere un bel tramonto, un paesaggio, una nuova città, visitare un museo... O leggere un libro.
Come al solito possiamo "scegliere" quale genere di impressioni ci attrae di più, ma non possiamo lasciare la mente senza impressioni. Dato che la maggior parte dei nostri gusti sono il risultato, quasi tutto a livello inconscio, di educazione ed esperienze (mi piacciono le torte perchè mia mamma me le faceva da piccolo, non amo le verdure perchè mi costringevano con la forza ad ingurgitarle). Anche le nostre inclinazioni verso colori, tipologia di partner, comportamenti in pubblico ed in privato sono il risultato di esperienze ed emozioni che ci hanno segnato: non è che "decidiamo" i nostri gusti e "facciamo" di conseguenza, in realtà ci comportiamo automaticamente passando da uno stimolo all'altro.

Ci si può chiedere alla fine: chi sono IO, quando sono libero di Fare, senza reagire ai bisogni dei 4 centri e senza variare umore a causa dei "pensieri associativi"? (altro “fronte” dell’insegnamento del maestro).

Lo scopo degli insegnamenti di Gurdjieff era quello di mettere l'individuo di fronte alla realtà dei comportamenti automatici e della totale assenza di libertà e di spronarlo quindi ad avviarsi lungo la strada della consapevolezza e del risveglio del proprio vero se.

Anche senza intraprendere alcuna strada iniziatica o di ricerca per la costruzione della propria anima immortale, credo che lo spunto di riflessione sia senz’altro importante. I due libri che ho consigliato sono impegnativi, ma anche molto belli da leggere: due bellissime rose del Goolestan.

Saluti.



Titolo
Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
Incontri con uomini straordinari
Gurdjieff Georges I.
EURO 9,50
7 ed., 408 p., brossura
1993
Adelphi
Gli Adelphi
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Titolo

Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
Vedute sul mondo reale. Gurdjieff parla agli allievi 1917-1931
Gurdjieff Georges I.
EURO 15,00
4 ed., 276 p., brossura
2004
Neri Pozza
I colibrì
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 giugno 2005 - 9888 letture