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La diavoleria apre il sipario ad Inteatrofestival2005

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Diabolus in musica, portato in scena dalla compagnia francese Les Colporteurs, apre un festival teatrale scoppiettante e carico di appuntamenti.

di Giulia Torbidoni
giulia@viveresenigallia.it
Si è aperto sabato 18 giugno a Senigallia presso il teatro “La Fenice” Inteatrofestival2005 che prevede, fino al 15 luglio, un programma denso di appuntamenti che si snoderanno tra Senigallia, Polverigi, Ancona e Jesi.
Quest’anno Inteatrofestival ci propone cinque sezioni, o progetti autonomi: Ospitalità Internazionale, che ha visto partecipe Senigallia nell’ospitare “Diabolus in musica” della compagnia francese Les Colporteurs; Fatti di Danza e Fuori Luogo (ovvero fuori dagli spazi convenzionali e dunque ogni spazio potrà trasformarsi in palcoscenico teatrale) a Polverigi; Intrecci capitolo 5 che porterà in Piazza della Repubblica a Jesi Serena Dandini e Neri Marcorè sabato 2 luglio e, infine, Progetto Motus che avrà luogo alla Mole Vanvitelliana di Ancona e porterà sulle scene i due spettacoli “Piccoli episodi di fascismo quotidiano” e “Come un cane senza padrone”.
Inteatrofestival nasce con l’idea di perseguire il cantiere di lavoro, la “factory” non più solo newyorkese, la ricerca della creatività e della commistione dei generi artistici di comunicazione, ecco perché si va dalla danza al teatro urbano, dalla festa ritmata a danze africane, dal teatro comico e attuale della Dandini a quello contaminato da più linguaggi, proprio come è per “Diabolus in musica”.
Tutto questo ha portato ad Inteatro una serie di riconoscimenti importanti quali quello di Teatro Stabile di Innovazione e quello di Ente di Promozione della Danza da parte del Ministero dei Beni e della Attività Culturali.
L’opera è tratta da “Diavoleide” di Mikhail Bulgakov e delinea un mondo alla rovescia che viene ad identificarsi, paradossalmente, con il mondo reale. Un uomo, un funzionario viene a trovarsi come in un vortice che lo inghiotte. Un meccanismo di cui è vittima, mentre altri uomini ne sono i complici, lo porterà ad essere salariato con delle scatole di fiammiferi; tutta la sua vita si sconvolgerà nelle certezze, nei rapporti, nei ritmi, fino ad arrivare a perdere, con i documenti, l’identità stessa e, dunque, ad essere escluso dalla società stessa.
Questo gioco di realtà e follia si descriverà nei balli acrobatici, nei voli, nella torsione armonica e plastica dei corpi e dei muscoli, nella scenografia fatta di più piani, nelle musiche vive del violoncello e dell’arpa, ma anche del saxofono e dell’armonium. La compagnia teatrale, della quale è inevitabile pensare una diretta discendenza dalla miglior tradizione e pratica circensi, si è anche misurata in una lingua che non le appartiene, recitando appunto in un italiano misto ad una dolce ed inevitabile cadenza francese.
La musica ingloba tutta l’opera, fa ballare i personaggi nell’aria, li fa lottare in combinazioni corporee rapide ed impeccabili, li fa arrivare, alla fine, al centro del grande vortice di follia, sogno e realtà. Tutto sembra esplodere con la sola potenza dei muscoli e della musica. Tutto sembra perdere il suo aspetto umano.
Un grande spettacolo per raccontare come l’impossibile spesso sia, in realtà, l’evento più probabile che ci possa accadere.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 giugno 2005 - 1876 letture