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Da sabato scorso all'ExpoEx sono esposte 11 opere di Andrea Marconi. Un poeta dell'immagine che con tratti chiari che esprimono emozioni ed interrogativi provenienti dal cuore e dalla vita di tutti i giorni. Andrea Marconi con una sua opera all'Expo Ex

Andrea Marconi nasce a Jesi il 18 febbraio del 1976. Sin da piccolissimo inizia ad armeggiare con pennelli, colori dalle tinte vivaci e nel disegno dimostra fantasia, precisione e talento. Finite le scuole medie si iscrive all’Istituto d’arte Mannucci di Jesi (sez. decorazione Pittorica) dove inizia il percorso di studi, scoprendo nei libri scolastici e documentandosi con riviste del settore, la realtà complessa dell’arte.

L'ultimo anno dell’istituto d'arte Andrea lo frequenta ad Ancona dove inizia a maturare una vena di professionismo supportata dai giudizi positivi dei suoi docenti che lo spingono a fare dell’arte un compagna di vita. Marconi, figlio d’arte di Giovanni Marconi nei primi anni segue le orme del padre, viaggia e spazia tra il surreale e il metafisico.
Marconi intraprende anche l’accademia di Belle Arti a Macerata poi purtroppo è costretto a rinunciarvi. Si appassiona ai tratti di Salvador Dalì ma tenta di dare ai suoi quadri un valore concettuale di rilievo.

Anche nell'arte Marconi non scende a compromessi esprime ciò che deve dire con uno stile in continua ricerca. Marconi infatti non riesce a percepire il segno senza scopo comunicativo. Le opere di M. non tacciono in nessuna occasione . Marconi inizia allora ad organizzare mostre nelle quali poi per timidezza cerca di confondersi tra i visitanti per cogliere di essi un giudizio utile ad una maggiore crescita artistica. Inizia poi a partecipare a concorsi che dopo i primi riscontri positivi, lo invogliano ad andare avanti ed a proporsi ancora di più nella regione.

Per Marconi l'arte non è più un gioco inizia infatti ad esprimere concetti sempre più difficili da carpire. Marconi inizia a dipingere in stile surrealista figure che abbracciano il sacro e il profano e talvolta le mescola come nell’opera Il Signore è in casa dove la sofferenza della persona fisica abbraccia le spoglie del Signore. In realtà Andrea entra in crisi proprio su ciò, Marconi infatti non crede ad un Dio fatto solo di anima o di astrattezza ma lo vede e lo esprime in diverse opere come un Dio principalmente uomo. Marconi affronta anche il tema della carestia dell'anima e del corpo e crea La Famè volutamente scritta in modo errato perché dice lui stesso “Chi non conosce la fame non sà nemmeno scriverla né tanto meno descriverla.

Le opere del Marconi , che inizia un viaggio profondamente introspettivo, diventano a tratti macabre ma il concetto è sempre in primo piano supportato dal tratto forte e deciso come nell’opera Esecuzione di massa dove migliaia di uomini formano un volto che si regge nelle braccia di Un unico Cristo che sorregge. Marconi tocca poi un concetto difficile che lo rende importante anche agli occhi di critici e professori. Il concetto della memoria comune dove nulla si vede ma in qualche modo si percepisce, l’opera è Composto Esposto. Le Opere esposte sono ovviamente “conseguenze” riguardanti tipologie di esperienze personalmente maturate dall’artista , i vari aspetti su cui Marconi porge maggiormente attenzione, sono quelli di carattere esistenziale, affogano nell’ ambito della religione e in quello del quotidiano.

Marconi dice “… nelle mie opere vorrei parlare di sentimenti come la paura, la remissione, l’inconsapevolezza, le gioie e i dolori, aspetti della vita che fanno parte di una “perlustrazione” del quotidiano. Non mi interessa un consenso unanime, un “patrocinio” formale della comunicazione e nemmeno concetti astratti per definire un processo introspettivo, magari tutto ciò emerge spontaneamente o forse è implicito nell’idea espressa anche inconsapevolmente.”.
Le Opere del Marconi hanno una base chiara di ciò che intende esprimere, il dolore rispetta la parola Ti Odio ed entra senza bussare modificando anche la pelle.

La Forma in realtà non rimane Ferma, né rigida, le particelle non si muovono, al contrario del colore che una volta arenatosi al supporto si afferma!
Chi muta è soltanto l'autore che in base alle sue definizioni sul concetto di esperienza vuol far si che non si concluda e non rimanga ferma la consapevolezza della forma a cui vuol dare un processo di evoluzione simile al pensiero.

Di Andrea Marconi più volte hanno scritto giornali locali, regionali e, grazie alla vittoria di molteplici concorsi il suo nome è comparso su riviste francesi e polacche dedicate all’arte contemporanea. Nel 2004 Andrea ha vinto il Premio Provincia Ascoli Piceno.

Le Opere in mostra:

- Composto Esposto 2003-
-Il Signore è in casa 2003-
-L’Attesa 2003-
-Visione verso il celeste 2003-
-Il silenzio Racconta 2004-
- Verso l’abbraccio 2004-
- Ti Odio 2004-
-C.a.d.e. in Preludio 2004-
- Alzhaimer 2004-
- Il corpo di Cristo 2004-
- Collega-mente 2005-

Alcune opere di Andrea Marconi:
(Non quelle esposte all'Expo Ex)
Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi
Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi
Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi Dipinto di Andrea Marconi

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 giugno 2005 - 3062 letture