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La vittoria rubata alla Margherita

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Come cittadini attenti alla politica, già ex dirigenti della Democrazia Cristiana, poi del Partito Popolare e oggi iscritti o simpatizzanti della Margherita; crediamo sia giunto il momento di una obiettiva analisi politica. E parleremo della Margherita e del Centrosinistra, perché altre aree non sono mai state nei nostri pensieri, se non per contrastarle.

da Albani Italo, Giacomelli Enrico, Porcelli Franco
Tinti Giovanni, Torreggiani Tarcisio, Turchi Lorenzo.
Il Centrosinistra, grazie al lavoro di tutti e in primis per il fantastico risultato conseguito dalla Margherita, si è affermato a Senigallia: il suo candidato a Sindaco, pur ottenendo circa il 2,50% in meno delle liste che la sostenevano e il 6,50% in meno rispetto al candidato Presidente della Regione, è stata eletta al primo turno.

La scelta degli elettori non ha trovato riscontro nella composizione della Giunta. Infatti, i partiti che hanno perso voti o che non hanno conseguito neppure una rappresentanza in Consiglio, hanno ottenuto posti di Assessore o deleghe più ampie o più pesanti, oppure importanti Presidenze, mentre le forze politiche che hanno mantenuto le posizioni o guadagnato vasti consensi sono restate al palo o sono state fortemente ridimensionate nella rappresentanza politico-amministrativa: questo il trattamento riservato alla Margherita.

Il quadro politico – amministrativo così definito denuncia, ad un tempo, il mancato rispetto della volontà espressa dagli elettori e una acquiescenza della dirigenza della Margherita. Sembra che le elezioni non siano servite a nulla. La composizione della Giunta e le nomine (consiliari, sindacali o di rappresentanza) sembrano essere state decise prima del risultato elettorale; per cui la Direzione locale della Margherita, avendo consumato una simile compromissione prima, non ha avuto poi la forza di far valere il risultato positivo conseguito.

Il risultato ottenuto dalla Margherita (+5%) è dovuto (e lo vogliamo dire chiaramente e ad alta voce) anche per il rinnovato impegno profuso da ex D.C. e da ex Popolari. E’ il voto di questi che ha scompaginato in buona parte l’ordine di arrivo atteso e la quantità dei Consiglieri della Margherita.

Gli elettori che hanno concorso al successo della Margherita, al complessivo risultato della coalizione ed evitato il ballottaggio al candidato a Sindaco, chiedono politica e sana amministrazione e non compromessi per prorogare personali gratificazioni e mantenere posizioni di potere. Non è su questi terreni che potrà crescere l’Ulivo. Chi ha votato Margherita chiede alla dirigenza equilibrio e trasparenza, chiede di non soggiacere a sistematiche e ad antiche o nuove egemonie e arroganze, chiede di non sacrificare il consenso popolare ricevuto (dai singoli e dal Partito) a sterili compromessi o a illusorie promesse. Chi ha maggiori responsabilità sappia che tutto va costruito e meritato e che nulla sarà mai (più) regalato!

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 giugno 2005 - 1680 letture