contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Corinaldo: no alla variante del piano regolatore

6' di lettura
2195
EV

In coerenza con l'impostazione sempre sostenuta dai banchi dell'opposizione continuiamo ad opporci al Piano che vuole: lo svuotamento reale del Centro Storico anche come centro di attrazione su tutto il territorio.

dal Comitato elettorale di Corinaldo Rinascita
Corinaldo – E’stato convocato per questa sera 16 giugno 2005, alle ore 21.00, in sessione ordinaria il Consiglio Comunale con il seguente ordine del giorno:
1)– Approvazione verbali della seduta consiliare tenutasi in data 20 maggio 2005;
2)- Interrogazioni ed interpellanze;
3)- Adozione Variante Generale al Piano Regolatore Generale adeguato al P.P.A.R.;
4)- Adozione classificazione acustica del Comune di Corinaldo ai sensi della Legge Regionale n. 28 del 14 novembre 2001.

Al punto relativo alla Adozione Variante Generale al Piano Regolatore Generale adeguato al P.P.A.R., il Comitato Elettorale di “Corinaldo Rinascita” ha fatto pervenire il seguente documento come “PRO MEMORIA” indirizzato al Sindaco, alla Giunta ed ai Consiglieri di maggioranza del Comune di Corinaldo.

PRO MEMORIA

per il Sindaco, per la Giunta, per i Consiglieri di maggioranza del Comune di Corinaldo.

Il 27 maggio 2002 abbiamo votato per la lista “Corinaldo rinascita” ed abbiamo contribuito in misura determinante alla vittoria dell’attuale maggioranza di governo della Città. Siamo il Comitato Elettorale che allora vi ha eletto.
Grazie alla vostra disponibilità dimostrataci in occasione dell’incontro tenutosi lo scorso 27 maggio, siamo stati sufficientemente informati del progetto di Variante al Piano Regolatore Generale (P.R.G.) che sta per essere approvato dal Consiglio Comunale. Perciò siamo allarmati.

1 – Perché a questa Variante generale si giunge dopo tre anni abbondanti, mentre era apparso a tutti evidente, ed era stato dichiarato in campagna elettorale, che occorreva far presto, anzi subito, per porre rimedio alle scelte sciagurate adottate dalla precedente Amministrazione di centro – sinistra in materia di urbanistica.

2 – Soprattutto perché, in tale materia, era stato scritto al primo punto nel programma elettorale di chi attualmente guida il Comune quanto riportiamo testualmente:
Uno dei principali obiettivi della nostra attività amministrativa è il capovolgimento dell’impostazione del Piano Regolatore di Corinaldo. In coerenza con l’impostazione sempre sostenuta dai banchi dell’opposizione continuiamo ad opporci al Piano che vuole: lo svuotamento reale del Centro Storico anche come centro di attrazione su tutto il territorio; la creazione di una destinazione mista alla Nèvola, che vedrebbe appartamenti residenziali mescolati alle iniziative artigianali, industriali e commerciali…Non vogliamo che la Nèvola diventi una frazione di fondovalle in preda al degrado ambientale e per di più raddoppiando i costi di urbanizzazionecreando una squallida alternativa al Centro, che farebbe la fine di un museo visitato solo da qualche turista di passaggio, ma abbandonato dai corinaldesi…

La Variante generale che sta per essere adottata ci è parsa invece come un pallido ricordo di questi propositi, poiché essa interviene nel senso della riduzione di alcuni indici di edificabilità residenziale, ma niente affatto nel senso del capovolgimento allora dichiarato ed oggi ancor più necessario. Resta la disastrosa destinazione mista della Nèvola con le gravi conseguenze che ne discendono. Dunque, l’impostazione strategica resta la stessa. Altro che capovolgimento!

Bisogna avere coscienza che si tratta non di una opzione tecnica riguardante pochi intimi, ma di una scelta di portata storica, anzi epocale per Corinaldo che – a differenza di altri centri – è riuscita fino ad oggi ad evitare lo sdoppiamento residenziale a favore di una frazione di fondovalle che, tra l’altro, comporterebbe più alti costi permanenti di esercizio dei servizi, mentre non garantirebbe un aumento della popolazione, ma solo un trasferimento interno.

Per mille anni Corinaldo è vissuta difendendo gelosamente questo suo carattere che oggi ne fa motivo di attrazione a livello nazionale e ne garantisce la vivibilità umana. Questa difesa è stata costantemente perseguita anche negli anni della prima espansione edilizia, che hanno coinciso con la gestione del sindaco Giuseppe Scattolini (1960 – 1975), padre dell’attuale Sindaco, e dagli amministratori che si sono succeduti, finché è giunta l’adozione del primo P.R.G. dovuto alla deprecata scelta antistorica e perciò anticorinaldese assunta dalla amministrazione Antonietti.

Pertanto, con questo pro memoria, che possiamo rendere aperto a tutti i cittadini corinaldesi, ma anche a tutti gli amanti di Corinaldo sparsi per il mondo, noi intendiamo ricordarvi le responsabilità e gl’impegni assunti di fronte a tutti i cittadini e dichiariamo
la nostra netta contrarietà
alla Variante così come è stata impostata: essa ci appare priva della forza strategica necessaria ad attuare il capovolgimento promesso. Tale nostra contrarietà vi è stata chiaramente espressa nel corso del summenzionato incontro che si è concluso con una viva raccomandazione da parte del Comitato ad assumere i provvedimenti coerenti con le dichiarazioni programmatiche elettorali.
E ci chiediamo: che cosa ha ostacolato la realizzazione dei propositi così chiaramente espressi in sede elettorale? ossia, che cosa vi ha spinto su una linea di continuità sostanziale, piuttosto che di contrasto, con le scelte degli immediati ed avversati precedenti amministratori?

Alcune considerazioni sono poi essenziali per spiegare ancora le ragioni che ci hanno spinto a muovere le raccomandazioni ed a redigere il presente pro memoria:

Il linguaggio storico ed estetico collettivo di Corinaldo, che tutti conoscono, lo abbiamo messo a punto nel corso di mille anni e imparato vivendolo fin da ragazzi. Questo tema collettivo – strade, piazze, mura, case, chiese… - costituisce anche un riconoscimento della dignità dei cittadini, perché la civitas vi ha speso volontà e risorse. La periferia che si vorrebbe creare sarebbe già degradata perché vi è assente questa presenza simbolica, viva ed evidente nel Centro Storico, che è data dal senso di appartenenza.

La città non è un utensile costruito per scopi pratici del momento. Gli obiettivi tecnici ed economici sono secondari rispetto a quelli storici e della bellezza (peraltro anch’essa risorsa economica). La città che costruiamo oggi durerà centinaia di anni e deve essere fondata su quei principi che, sedimentati in un passato di dieci secoli, dal passato traggono la credibilità di durare altrettanto. I muri della città che avremo costruito toccheranno il modo di vivere dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Auspichiamo dunque con forza un ripensamento finale prezioso per tutti e per il nostro futuro.

ARGOMENTI


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 16 giugno 2005 - 2195 letture