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Paradisi chiede spiegazioni sull'attività della Uisp al Ponterosso

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Il consigliere comunale di Liberi per Senigallia Roberto Paradisi ha rivolto un'interrogazione a risposta scritta al sindaco Luana Angeloni e al presidente del Consiglio Comunale Silvano Paradisi inerente l'attività svolta dalla Uisp al Ponterosso.

da Roberto Paradisi
consigliere comunale Liberi per Senigallia
Premesso che l’Amministrazione comunale di Senigallia ha concesso in gestione alla Uisp locale l’impianto sportivo del Ponte Rosso che insiste su un terreno di proprietà della Regione Marche e di cui il Comune di Senigallia è concessionario fino al 2020;

Che sia nel bando di affidamento del 3 marzo 2004 che nella convenzione stipulata con la Uisp, si parla unicamente di gestione di un bar con rilascio, da parte del Comune, della licenza di tipo “B” e dunque circoscritta all’attività appunto di bar e non comprendente la ristorazione;

Che ai precedenti gestori era stata negata la possibilità di esercitare attività di ristorazione attesa sia la tipologia di licenza, sia le caratteristiche del luogo;

Considerato che dopo nemmeno un anno dalla discutibile (e ampiamente prevista) aggiudicazione dell’impianto alla Uisp, quest’ultima associazione ha di fatto aperto una nuova attività di ristorazione promuovendo una campagna pubblicitaria incentrata sull’apertura di un ristorante con nuova gestione (facendo intendere l’esistenza di una precedente simile attività);

Peraltro, all’interno dell’area concessa, è stato realizzato un fabbricato adiacente a quello già esistente, attività per la quale è necessaria una concessione edilizia;

Chiedo di sapere
1.Come è stato possibile che la Uisp di Senigallia abbia potuto aprire una attività, quale quella della ristorazione, non prevista nel bando di affidamento;
2.Chi ha presentato la richiesta di concessione e quando, anche in considerazione del fatto che detta eventuale concessione sembra essere stata rilasciata in tempi di record;
3.Quanto è costata l’opera realizzata e chi ha sostenuto le spese.

Chiedo infine l’invio di tutta la documentazione relativa alla realizzazione del fabbricato all’interno dell’area data in concessione (eventuali richieste, comunicazioni, provvedimenti autorizzativi, progetti e planimetrie, documentazione relativa ai costi...) e tutta la documentazione relativa alla autorizzazione sanitaria.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 giugno 2005 - 2626 letture