contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Mercanti o imbonitori?

4' di lettura
2620
EV

Lettera aperta di Severino Salcone all'assessore al Commercio Luigi Rebecchini.

da Severino Salcone
Caro Assessore Rebecchini, sono un mercante in spazi aperti nonché estimatore d’alcune fiere.
Le preferite sono quelle di S.Settimio a Jesi e S.Agostino a Senigallia.
Leggendo le dichiarazioni rilasciate sugli avvenimenti che animeranno (?) le giornate estive di Senigallia e le intenzioni per il 2006, vedi la collaborazione con il nobel Dario Fò, sono rimasto letteralmente esterrefatto, non certo per la collaborazione col Giullare, ma per le Sue affermazioni in merito, visto, come va confermando la Angeloni, che il Dominio sulla Poltrona del Turismo, anche se ora a mezzadria con la stimatissima Sig. Velia Papa, avrà delle trasformazioni a breve.
Ho cercato di immaginarmi Lei Assessore nelle vesti della nuova attività di “venditore “ nelle Fiere e nelle kermesse turistiche mentre vende il territorio e i servizi della Marca Senigallia, l’allestimento degli stand, mi scusi, volevo dire delle botteghe ai confini delle Fiere, l'affluenza dei compratori, le consuetudini, le usanze visto il numero dei mercanti e mi sono chiesto: già nel Medioevo esistevano anche alcuni imbonitori?
Di mercanti, la grida di narratori e menestrelli riporta notizia ma degli imbonitori nessuna traccia è stata riscontrata.
Dimenticanza del narratore nel trascrivere la grida o gli istrionici imbonitori che partecipano alla fiera non fanno parte della tradizione ma solo un prodotto tipico locale d’ultima generazione?

Io sono convinto che, se non proprio nel Medioevo, già esistessero gli imbonitori! Gli imbonitori sono quei mestieranti che, privi di qualsiasi dote sono costretti a mettere in bella mostra una miscellanea di pregi reali e falsi della loro merce per indurre la folla ad acquistarla, usano come mezzo pubblicitario Fiere, allestimenti dorati di botteghe e l’affissione di manifesti a profusione, finanziati dalla Civita Castellana naturalmente come contratto; esaltano ogni anno il numero sempre crescente dei visitatori turistici, mentre negli scantinati delle locande sul mare, imperversano fantasmi di ex visitatori; sfruttano la ferrea voluntate di ex Assessori votati ad una più equa e remunerativa bottega o di qualche intraprendente mercante del centro storico; occultano la partecipazione stanca di civitate oppositiva; salassano le vuotate membra dei visitatori con marca autoctona, anche, per la ferma dei cavalli sul lungomare, causa penuria di borsa.
Per gli imbonitori, la qualità è merce di poco "conto"! La quantità invece…!
I mercanti per tradizione anche se evoluti nel tempo sono dotati d’ingegno, miscelano la tecnica dei precetti alla genialità del metodo, usano come palcoscenico lo spazio delle piazze, delle strade per confrontarsi lealmente e quotidianamente con la moltitudine dei clienti visitatori che conquistati dal mercante a loro volta lo galvanizzano con i loro applausi a dare il meglio senza sperare nel ripescaggio delle urne, anche se ultimamente è divenuta formula vincente perdere ai voti,vincere un altro assessorato.
Gli imbonitori sono i tradizionalisti della Fiera di S. Agostino.
I mercanti sono gli artefici della tradizione settecentesca della Fiera.
Rebecchini per il prossimo anno, aiutato anche dalla sua vera attività di architetto, ha in serbo un’idea geniale che proporrà a Dario Fò: una Fiera a due Piani!
Formula doppiamente vincente.
Non me ne voglia, la rispetto sempre.
Mercante Severino de Salconiana gente

ARGOMENTI


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 giugno 2005 - 2620 letture