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Referendum, ultimo atto

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EV

Ecco l'ultima serie di articoli sul prossimo referendum.
Vi prego di non lasciare commenti tra la mezzanotte di venerdì e la chiusura dei seggi, dovrei cancellarli.
Per il voto le donne di Corinaldo e Claudio Crivellini di AN. Per l'astensione Michele Pinto.

Appello al voto
dalle donne di Corinaldo

Domenica 12 e lunedì 13 giugno noi andremo a votare per i quattro referendum parzialmente abrogativi della legge n. 40 del 2004, sulla fecondazione medicalmente assistita.

Noi che pure abbiamo idee e convincimenti diversi ed esprimeremo il nostro voto in modo non uguale andremo a votare perché siamo consapevoli dell’importanza dei temi in discussione.

Andremo a votare perché siamo convinte che sia giusto esprimere la nostra opinione su argomenti che riguardano la maternità e la salute.

Andremo a votare perché l’art.48 della Costituzione prevede questo dovere civile e democratico a cui nessun cittadino dovrebbe sottrarsi.

Andremo a votare perché ognuno di noi ha il diritto-dovere di esprimersi, di non rimanere in silenzio e di partecipare a questo dibattito che investe i nostri diritti e la nostra autonomia di scelta.

Andremo a votare perché nessuno può dire che non siamo all’altezza di decidere in che società debbano crescere i nostri figli.

Andremo a votare perché crediamo nei valori democratici e liberali dello Stato, base di ogni dialogo, convivenza e ricerca di un bene comune.

Andremo a votare perché riteniamo la partecipazione uno strumento fondamentale della democrazia, indipendentemente dalle scelte che con il voto si intendono esprimere.

Ecco perché invitiamo tutte le donne e gli uomini di Corinaldo a votare in occasione del referendum parzialmente abrogativo della legge 40, per la ricerca di un confronto esplicito su un tema tanto complesso quanto importante per la nostra vita futura.

Noi andremo a votare e chiediamo con convinzione che nessuno rinunci a scegliere.
1. alice ALOISI
2.Argenia AGUZZI
3.Beatrice BALDUCCI
4.Cinzia BELLAGAMBA
5.Giuliana Bellagamba
6.Adriana Bonazza
7.Monica Bocci
8.Isabella BRUCIATI
9.Cristina Bucci
10.Luigina Bucci
11.Ornella Campolucci
12.Wanda CAPOTONDI
13.Giuliana CASTOLDI
14.Stefania COPPARI
15.Selena CRESCENTINI
16.Teodolinda DATTILO
17.Anna Frati
18.Sandra Frati
19.Anna Carla FRULLA
20.Giovanna Ferroni
21.Annalisa FRABONI
22.Valeria FRANCESCONI
23.Giuseppina GALLI
24.Teresa Galli
25.Anna Gambaccini
26.Rosella GARA
27.Marta GENGA
28.Veronica GENGA
29.Monica Ghetti
30.Simona GIULIANI
31.Lorenza Lenci
32.Manuela Lenci
33.Paola LORENZETTI
34.Lorena MASSIMI
35.Mirella MARINELLI
36.Ombretta MARINELLI
37.Serenella MAZZANTI
38.Alice MAZZARINI
39.Manuela Mencaroni
40.Marinella Mencaroni
41.Sara MELCHIORRE
42.Cristiana Merli
43.Marilena Micci
44.Anna Maria Minelli
45.benedetta MORICOLI
46.Oretta Olivieri
47.Serena Paolini
48.Marzia PANICONI
49.Fabiana POMPILI
50.Anna Maria Pierangeli
51.Francesca Piersanti
52.Michela Piersanti
53.Maria Luisa Piersanti
54.Francesca REGNI
55.Martina Regni
56.Romualda ROCCONI
57.Barbara Rotatori
58.Tea SABBATINI
59.Sandra SANTINELLI
60.Daniela Scattolini
61.Paola Scattolini
62.Marinella SEBASTIANELLI
63.Marialla SPALCIALBELLI
64.Antonia TARSI
65.Maria TARSI
66.Luisa TINTI
67.Giulia Valentini








La destra vada a votare come Fini
da Claudio Crivellini
Vicepresidente Circolo Territoriale

Fa riflettere l’assordante silenzio che ha avvolto la classe dirigente locale di Alleanza Nazionale sulle importanti questioni sollevate dai 4 quesiti referendari, a cui sono chiamati a rispondere i cittadini domenica e lunedì prossimi.

Il Presidente nazionale di A.N. Fini ha per fortuna assunto, tutto sulle sue spalle, l’onere di dare della Destra una impronta moderna, democratica, laica, impegnata e civile, dichiarando diseducativa l’astensione ed il suo personale voto di coscienza.

Gli esponenti che non mancano occasione per presentarsi con l’immancabile foto di Fini, con relativi sorrisi e stretta di mano, certo anche per l’assenza d’interesse alla raccolta di preferenze personali, sono tutti dileguati.

Di incontri, riunioni, manifesti, comizi manco a parlarne…

Chi ha optato per il comitato del mare e della montagna o chi si tiene in disparte in attesa dei risultati, tutti sono pronti ad utilizzare demagogia e retorica ed a presentarsi poi, come vada, immancabili vincitori.

Un certo qualunquismo piccino, retrogrado, ipocrita, bacchettone e baciapile sembra voler nuovamente tarpare le ali al progetto di una nuova Grande Destra italiana.

Perché questa è la vera sfida di Fini, che ben sa cos’è il referendum abrogativo, quali le conseguenze che la Legge contempla in caso di vittoria dei si, quali gli obblighi temporalmente previsti che questo parlamento nel caso dovrebbe affrontare.

Perciò squisitamente politica, con la P maiuscola, è la scelta di andare a votare, oltrechè sacrosanto esempio di impegno civico.

Leggiamo di quando in quando interventi sulla scarsa manutenzione di giardinetti e bagni pubblici, qualcuno si scalda per brutti murales, altri per non riuscire ad ottenere incarichi istituzionali, altri ancora non avendo alcun argomento si dedicano al gossip giornalierio atteggiandosi così a conoscitori del palazzo.

Ma su temi di fondo così importanti, per la vita nostra e dei nostri figli, per la loro e la nostra educazione, nessuna parola, nessun dibattito, nessun pensiero……

Orami purtroppo è tardi, non resta che andare a votare, come Fini.



Quanti bambini potremmo salvare?
di Michele Pinto

Normalmente quando esprimo le mie idee lo faccio con uno pseudonimo, per non confondere le mie idee personali con la linea del giornale che rimane sempre equidistante dalle parti.
In questa occasione ho sentito l'esigenza di dichiarare apertamente la mia opinione, pur senza che questa diventasse la linea del giornale.

Innanzi tutto alcune considerazioni sull'istituto del referendum. Ci sono numerose anomalie:
1) l'astensione cronica favorisce il no
2) non viene mantenuto il segreto del voto
3) si possono conoscere i risultati dell'affluenza (gli unici che realmente contano) anche a seggi aperti
4) chi vota no di fatto favorisce il si
5) I referendum sono sempre troppo complicati e possono essere solo abrogativi.

Credo che dati questi elementi la legge che regola lo svolgimente delle consultazioni referendarie vada rivista.

Nel merito dei questiti.
Una premessa: non riesco a capire l'esigenza stessa della fecondazione assistita.
So che è frustrante per una coppia non poter avere figli.
Ma so anche che nel mondo muoiono migliaia di bambini. Chissa quanti bambini potrebbero essere salvati con il costo di un solo intervento di fecondazione assistita!
Con questo non voglio condannare le coppie che ricorrono alla fecondazione assistita, ma credo che ci siano emergenze più urgenti da affrontare.
Meglio trovare i genitori ad un bambino che non ne ha, che trovare un figlio a due genitori che non possono averne.
Ma non sono questi i temi su cui siamo chiamati ad esprimerci, con il voto o con il non voto.

Al di la delle tematiche di ogni singolo quesito il centro del dibattere sono i diritti degli embrioni.
Io non riesco a vedere, in un essere con lo stesso DNA di un uomo, un essere senza diritti.
Il quesito n°3 (scheda grigia) prevede appunto che non vengano più tutelati i diritti dell'embrione.
I promotori della legge vedono la donna come creatrice della vita ed antepongono i suoi diritti e desideri a quelli del nascituro.
Io credo che la vita sia un grande dono che la donna e l'uomo ricevono, insieme, e non sia di loro proprietà.
Il primo quesito (scheda celeste) è certamente il più doloroso. La legge impedisce che gli embrioni vengano usati per la ricerca. Una ricerca che potrebbe curare molte malattie. Non vi è certezza che questa ricerca possa ottenere risultati migliori che quella effettuata con le cellule staminali adulte, ma non è questo il punto.
Anche se la scenza potesse darci la cura già domani rimarrebbe sempre una scelta molto dolorosa, una vita per salvare un'altra vita.
Una scelta che non mi sento di fare: non voterò questo quesito.
Lo stesso discorso è valido per il secondo quesito (scheda arancione). I promotori del quesito vorrebbero anteporre la salute della donna a quella dell'embrione abolendo il limite dei tre embrioni impiantati. Si condannano migliaia di embrioni a non nascere mai, perché gli embrioni in eccesso verrebbero congelati.
Sempre nello stesso quesito si vuol permettere l'analisi dell'embrione prima dell'impianto per vedere se questo è portatore di malattie genetiche.
A me questa idea mette i brividi. Come se un bambino malato non avesse il diritto di vivere. Mi sembra il primo passo per la selezione della specie umana in maniera artificiale. No, grazie. Farò in modo che questo quesito fallisca con tutti i mezzi leciti a mia disposizione.
Il quarto ed ultimo quesito (Scheda rosa) è decisamente meno grave. Si parla di fecondazione eterologa. I figli della coppia non sarebbero quindi figli biologici del loro genitori.
Si creano problemi dovuti alla segretezza del donatore, come possibilità di incesti, non conoscenza delle malattie genetiche ricorrenti nella propria famiglia, etc... Ma soprattutto, perché ricorrere alla fecondazione assistita eterologa quando sarebbe la stessa cosa adottare un bambino?

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 giugno 2005 - 4799 letture