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dalla parte del cons: Turisti truffati

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Con la prima uscita della rubrica trattiamo un argomento di grande interesse e che recentemente ha subito un’evoluzione giurisprudenziale favorevole al consumatore.
Con l’estate ormai alle porte e considerato il continuo bombardamento pubblicitario a cui il consumatore è sottoposto dalle compagnie aeree che offrono voli apparentemente a basso costo, oggi discutiamo di vacanze che si tramutano in disavventure.

di Corrado Canafoglia
Presidente Regionale Codacons Marche
Riccardo Pizzi
Coordinamento legali Codacons
Capita di sentire di turisti che, arrivati nell’hotel prenotato, si sono ritrovati un albergo in piena costruzione o di viaggiatori che hanno vissuto odissee con il volo che li avrebbe dovuti portare verso la loro meta vacanziera.
In queste ed in altre mille disavventure cosa può fare il consumatore?
Con la vendita del pacchetto turistico, il tour operator si obbliga a prestare al turista una serie di servizi (es. viaggio aereo, alloggio, eventuali escursioni, ecc.). Quando l’organizzatore del viaggio si rende inadempiente ai propri obblighi, il viaggiatore può subire due tipi di danno: uno patrimoniale ed uno non patrimoniale, il cd. danno morale.
Nel primo caso, (es. l’alloggio in un hotel di categoria inferiore a quello prenotato o privo dei servizi e delle caratteristiche promesse; escursioni acquistate poi non realizzate), il viaggiatore subisce un danno di natura economica che il tour operator deve risarcire. In tale ipotesi, se il tour operator ha rimborsato al turista la differenza economica tra il servizio prenotato e quello effettivamente goduto, il risarcimento del danno patrimoniale non è dovuto, salvo il turista abbia subito un ulteriore pregiudizio economico.
Il danno non patrimoniale invece è noto come "danno da vacanza rovinata".
Il danno da vacanza rovinata è quel pregiudizio che il turista subisce a seguito dell’inadempimento dell’organizzatore che ha di fatto impedito al turista di godere tranquillamente ed appieno della vacanza. Tale pregiudizio si concretizza nei disagi e nello stress subiti dal turista, nonchè nelle spese che lo stesso affronta per richiedere il risarcimento dei danni. La Cassazione di recente ha riconosciuto al turista, coinvolto in vacanze trasformatesi in odissea, la risarcibilità anche del danno morale.
Su tale aspetto, ancor prima della Cassazione, si è pronunciata in senso favorevole la Corte di Giustizia Europea la quale ha individuato il fondamento di tale diritto nella direttiva comunitaria 90/314/Cee, in materia di “viaggi tutto compreso”, recepita in Italia con il decreto legislativo n.111 del 1995.
Nell’ipotesi in cui il turista danneggiato sia costretto ad agire in giudizio per vedersi riconosciuto tale risarcimento, gode inoltre di un regime probatorio più favorevole.
Poiché il danno che ha subito è riconducibile ad un inadempimento contrattuale dell’organizzatore del viaggio, quest’ultimo dovrà provare che l’evento dannoso è riconducibile ad un evento fortuito ed imprevedibile o dovuto ad un causa di forza maggiore.
E’ importante ricordare che, chi da turista vive una disavventura tale da rovinargli la vacanza deve, entro 10 giorni lavorativi dal rientro in Italia, farne denuncia con raccomandata a.r. al proprio tour operator od all’agenzia di viaggi presso la quale ha acquistato il viaggio.
Quindi chi acquisterà un viaggio dovrà farsi consegnare sempre copia del contratto, prestare la massima attenzione all’eventuali polizze assicurative collegate, leggere attentamente tutte le clausole contrattuali, anche quelle più minuscole e conservare tutti i documenti, anche fiscali per eventuali spese sostenute a seguito della disavventura.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 giugno 2005 - 2416 letture