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Sul referendum: una scelta limpida e trasparente

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Devo ancora trovare qualcuno in grado di spiegare agli elettori una questione semplicissima, davvero elementare.
Siamo tutti convocati alle urne per domenica prossima, ma corre voce sulla stampa che molti cittadini si siano fatti irretire da un appello assai equivoco affinché non vadano a votare e disertino quindi i seggi.

da Gianluigi Mazzufferi

Questo è un comportamento difficile da giustificare in linea teorica, ma davvero inconcepibile soprattutto se lo si intende mettere in pratica, in uno stato democratico, dove è tutelato tanto il diritto del voto quanto l’aspetto non trascurabile della sua segretezza.
Un segreto che stavolta, più che mai rischia di essere violato con un meccanismo davvero chiaro ed incontrovertibile. Sapendo che coloro che non andranno a votare sono i sostenitori del no (basta prendere atto dello slogan che campeggia nei loro manifesti affissi soprattutto nelle vicinanze delle parrocchie!) quanti si recheranno ai seggi, magari per mettere nell’urna da indecisi o disinformati, solo una scheda bianca verranno di fatto riconosciuti ed individuati.
Così nei fatti anche la terza via, quella perfettamente lecita come appunto la scheda bianca o nulla viene di fatto preclusa. Diversi uomini famosi e di grande esperienza hanno affermato di recente che i quesiti referendari, così come essi sono, consentono “una scelta limpida e trasparente”.
Aggiungerei io che è anche l’unica scelta democratica possibile perché solo l'espressione garantita dal segreto dell'urna, ripeto qualunque essa sia, consente l’esercizio pieno della democrazia.
Nell’altro caso, quello che sembra oggi pubblicizzato da non poche voci, chiunque entrerà nel seggio per esprimere una libera scelta di fatto si sentirà schedato, messo davvero nel mirino.
Quindi mi sembra opportuno ribadire che occorra consentire, in piena e totale libertà, l'accesso a questo importante strumento di democrazia qual è appunto il referendum, facendo si che tutti possano andare ai seggi, senza alcuna remora.
Magari sorridendoci sopra, grazie all’ironia che suggerisce la splendida vignetta dell'impareggiabile Vincino.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 giugno 2005 - 3266 letture