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Menchù, caffè, pace, globalizzazione di un sogno

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Il premio Nobel per la Pace ha presentato oggi il prodotto nato da un progetto di commercio equo solidale realizzato dalla cooperativa La Terra e il Cielo di Arcevia e dalla Fondazione Rigoberta Menchù.

"La globalizzazione di un sogno e di una speranza”. Così il premio Nobel per la Pace, Rigoberta Menchù Tum, ha definito il “Caffè della Pace”, un prodotto biologico nato dalla collaborazione fra la sua Fondazione e la cooperativa di agricoltura biologica, La Terra e il Cielo, presentato domenica nella sede dell’impresa, a Piticchio di Arcevia (An).
Tanti anni fa avevo un sogno, - ha detto la Menchù –, già nel 1993, quando ero in Chiapas perché nel mio Paese ero considerata una contestatrice, era quello di poter aiutare i “campesinos” del Guatemala, che hanno sempre lavorato tanto per poter sopravvivere, a vendere il loro caffè verde biologico e dare la speranza che il loro lavoro venisse riconosciuto economicamente e che non fosse sfruttato dalle multinazionali. Oggi possiamo dire che questo percorso è possibile, grazie a quello che abbiamo fatto insieme alla Terra e il Cielo”.
Il progetto per realizzare il “Caffè della Pace” nasce nel 2001, dall’incontro fra Rigoberta Menchù e la sua Fondazione, costituita dalla Menchù con il denaro avuto per il premio Nobel, nel 1992, con lo scopo di promuovere la pace e i diritti umani, che ha sede a Città del Guatemala, e la cooperativa. L’obiettivo è, da subito, sostenere chi coltiva la terra a vendere i propri prodotti a prezzi equi e consentire a queste persone di vivere dignitosamente là dove sono nate. La Terra e il Cielo paga infatti 3,20 dollari al chilo per il caffè, sei-sette volte più di quello che pagano le multinazionali. Prende il nome “della Pace” per sottolineare il legame con il premio Nobel.
Viene coinvolta nel progetto la cooperativa guatemalteca “Canalena Union y Fuerza”, formata da 37 piccoli produttori Maya, che gestiscono direttamente appezzamenti di terreno in una vasta zona boschiva incontaminata, a 1.500 metri di altezza, nella Regione di Villa Canales in Guatemala, e che viene aiutata dalla Terra e il Cielo a riconvertire il terreno che coltiva.
I chicchi verdi essiccati vengono inviati alla cooperativa La Terra e il Cielo che ne cura la torrefazione, il confezionamento e la commercializzazione, destinando una parte del profitto alla Fondazione Menchù per progetti di sviluppo del popolo Maya. Questo caffè verde biologico prodotto è composto di sola varietà “arabica”, la più pregiata, aromatica e dolce, con minore contenuto di caffeina rispetto alle varietà più usate.
Il problema di oggi – ha ricordato la Menchù – è sempre quello di porre attenzione allo sviluppo, al lavoro della gente, per una qualità della vita migliore e per una possibilità di uno sviluppo. Ed è quello che cerchiamo di fare con i progetti della Fondazione, come l’organizzazione del “turismo ecologico” in Guatemala, la gestione di 40 centri di salute, l’Università Maya per i giovani”.
E un sostegno allo sviluppo di questi Paesi arriva anche dal commercio equo-solidale, che ha trovato il sostegno della Terra e il Cielo. “Per noi oggi è una giornata importante – ha detto il presidente Bruno Sebastianelli – perché Rigoberta è con noi e perché festeggiamo i 25 anni della fondazione della nostra cooperativa, che trova anche in questo progetto del “Caffè della Pace”, nato casualmente intorno ad un tavolo dalla disponibilità di costruire insieme, che trova la forza e lo stimolo per continuare a crescere”.
Angela Priori, presidente del Collettivo Guatemala-Moie, ha illustrato l’impegno dell’associazione di volontariato a sostegno dei Maya, che rappresentano il 60% della popolazione del Guatemala, “persone che ancora oggi fanno difficoltà a sopravvivere perché discriminate dai grandi proprietari”.
Simone Mattioli, presidente di Legacoop Marche, ha ricordato l’impegno della Centrale cooperativa nei progetti di solidarietà internazionale, in Sud Africa ed in Argentina, a sostegno dello sviluppo del movimento cooperativo, spesso unico modello di uscita dalle crisi economiche, come nel caso argentino, di cui ha parlato Josè Vasco Abelli, leader delle “empresas recuperadas”.
Il Caffè della Pace – ha detto Mattioli - sarà presentato anche a Roma. Lunedì alle 13 in una conferenza stampa, in municipio, a cui parteciperà il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, alle 17 all’Università Roma III con il pro rettore Maria Teresa Stabili”. Ad entrambi gli incontri, saranno presenti il presidente della Terra e il Cielo, Bruno Sebastianelli, il presidente di Legacoop Marche, Simone Mattioli, e il presidente del Municipio XI di Roma, Massimiliano Smeriglio.
All'incontro, moderato dalla giornalista Venetia Villani, è intervenuta, Michelle Yamaguchi, presidente de’ La Terra e il Cielo Japan, la società che importa in Giappone i prodotti biologici della cooperativa, che ha regalato alla Menchù una civetta e a Sebastianelli un rallestro, due oggetti simbolici per augurare buona fortuna secondo la tradizione giapponese. Hanno portato i loro saluti il sindaco di Arcevia, Silvio Purgatori, e l'assessore al Turismo della Provincia di Ancona, Luciano Montesi. Ha svolto il compito di tradurre dallo Spagnolo il Consigliere Regionale Raffaele Gucciarelli.


Simone Mattioli, presidente Legacoop Marche
Rigoberta Menchù, premio Nobel per la Pace
Raffaele Bucciarelli, consigliere regionale
Venetia Villani, giornalista
Bruno Sebastianelli, presidente cooperativa La Terra e il Cielo

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 giugno 2005 - 1198 letture