contatore accessi

x

SEI IN > VIVERE SENIGALLIA >

Noi siamo dalla parte delle forze dell’ordine

2' di lettura
2841
EV

I consiglieri dell'opposizione Paradisi e Girolimetti accusano l'assessore Ceresoni di criminalizzare le forze dell'ordine.

da Roberto Paradisi e
Gabriele Girolimetti

L’indecoroso attacco rivolto dal consigliere verde Mariani e dall’assessore Ceresoni alle forze dell’ordine nel corso dell’ultimo consiglio comunale pone un serio problema di rapporti istituzionali tra la pubblica amministrazione e le forze preposte a mantenere l’ordine pubblico e a garantire la legalità.
Un problema che rischia di creare una vero e proprio caso politico e non solo.
Definire, come ha fatto l’assessore Ceresoni, “atti di criminalizzazione” semplici identificazioni attraverso la richiesta di esibizione di una carta di identità o controlli nelle sedi preposte e nel rispetto delle regole procedurali penali, è comportamento irresponsabile e inaccettabile per una comunità democratica.
Soprattutto a fronte delle stesse pubbliche dichiarazioni dei disobbedienti locali i quali hanno rivendicato l’illegalità come “legittima” forma di disobbedienza civile.
Noi siamo dalla parte delle forze di polizia e dalla parte dei cittadini senigalliesi che agiscono quotidianamente nell’alveo della legalità e che chiedono di essere garantiti contro ogni sopruso ma anche di essere tutelati contro ogni forma di “doppiopesismo”.

Perché è inaccettabile che i pubblici amministratori adottino due pesi e due misure, chiedendo ai cittadini e ai titolari di pubblici esercizi (che non occupano, non imbrattano i muri, non somministrano alimenti e bevande abusivamente, non affiggono manifesti abusivi…) di attenersi rigorosamente alle normative comunali che, ad esempio, obbligano a rispettare tabelle di colori predefiniti per la tinteggiatura esterna di case e negozi e tollerando invece ogni sorta di abuso e di illegalità a patto che certi atti siano commessi dagli attivisti dei centri sociali.
Ben venga dunque il controllo delle forze di polizia che agiscono (queste sì) con strumenti di legge trasparenti e democratici.
E chi ritiene di sostenere il contrario accusando polizia e carabinieri di commettere reati o di applicare illecitamente il codice penale, agisca di conseguenza: produca prove e si rivolga alla Procura della Repubblica invece di gettare fango indiscriminatamente sugli uomini in divisa.
Salvo poi, come in modo grottesco ha garantito il “disobbediente” Ceresoni, promettere massima rigidità e inflessibilità contro i ragazzini in scooter richiedendo ai vigili urbani di praticare la regola della “tolleranza zero”.
In pratica, nessuno sconto agli scooteristi per i quali ci vuole il pugno di ferro e massimo credito e impunità per chi fa della illegalità una bandiera politica.
A questo proposito è imbarazzante il silenzio di tutti gli esponenti della maggioranza.

Le forze moderate di questa maggioranza dovrebbero chiarire da che parte stanno. Con Ceresoni e Mariani per la criminalizzazione delle forze dell’ordine o con il rispetto della legalità?

ARGOMENTI


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 giugno 2005 - 2841 letture