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La crisi economica ha ridotto garanzie sociali fondamentali

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Noi cittadini senigalliesi non siamo d’accordo con la troppo frequente adozione del codice penale e della giurisdizione penale speciale - tipica della lotta al terrorismo - come strumenti di repressione di movimenti politici e sociali diffusi ed operanti in piena trasparenza democratica.

da un gruppo di cittadini senigalliesi

L’acutizzarsi della crisi economica ha ridotto garanzie sociali fondamentali (reddito, lavoro, casa), a partire dalle realtà metropolitane; le politiche di guerra creano tensioni interne finalizzando a scopi bellici l’utilizzo di infrastrutture civili (ferrovie, porti, aeroporti) e di ingenti risorse finanziarie, mentre vengono riproposte ulteriori devastazioni ambientali.

In risposta a tutto ciò, sono scesi in campo gli sfrattati, i senza casa, i disoccupati, i precari, gli studenti e i tanti cittadini colpiti da scelte dannose alla loro salute, agli equilibri naturali, alla convivenza tra i popoli.

Al di là della condivisione o meno delle forme di lotta radicali che sono state adottate, vogliamo ricordare che alcuni giovani senigalliesi sono stati denunciati, uno è addirittura in carcere, con il gravissimo capo di imputazione di eversione dell'ordine democratico, del tutto esorbitante rispetto alla realtà dei fatti contestati.

La nostra Costituzione, della quale appena ieri – il 25 aprile – sono stati celebrati i valori e i fondamenti (l’antifascismo e la Liberazione), afferma che “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori” alla vita del paese. Purtroppo, quegli ostacoli, oggi, si vanno moltiplicando drammaticamente.

La nostra Costituzione afferma che “L’Italia ripudia la guerra”, ma quest’ultima, di fatto, viene praticata.

Rileviamo, quindi, che questi principi, per la loro evidente sintonia con le ragioni di coloro che contestano, esprimono un contrasto così stridente con i provvedimenti di carattere penale più volte adottati, da far assumere loro la fisionomia della repressione del dissenso e del pluralismo.

I CITTADINI:

Moscatelli Carlo Maria
Massacci M. Carmen
Mancini Roberto
Turchi Paolo
Cuicchi Giuseppe
Castriota Alessandro
Giacomini Leonardo
Seri Ivan
Lombardi Guido
Magnini Paolo
Curzi Paola
Ceresoni Simone
Bozzi Silvana
Giovanetti Giuliano
Mancini Francesco
Marcello Mariani
Palestrini Daniele
Mencucci Vittorio
Casagrande Attilio
Giuliodoro Stefano
Massi Giuseppina
Bartolucci Manuela
Candelaresi Sergio
Manzotti Marco
Busti Mario
Marcheselli Fiorella
Rebecchini Luigi
Valenti Pina
Benedetti Filippo M.
Montesi Sergio
Pancotti Alberto
Gazzetti Morena
Stracciari Paola
Bignami Cludio
Genivali Daniele
Pierfederici Viviana
Pasquini Maurizio
Tonelli Paola
Fuligni Paolo
Manizza Fabrizio

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 giugno 2005 - 2776 letture