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Si tuteli la volontà degli elettori

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Gli elettori di Liberi per Senigallia sono stati scippati del loro consigliere comunale, è questa l'opinione di Liberi per Senigallia riguardo la vicenda di Fiore Bittoni.

da Roberto Paradisi

La vicenda Bittoni lascia l’amaro in bocca e non solo e non tanto per il fatto che questo signore scippa, in modo che dire scorretto è usare fin troppa delicatezza, un consigliere comunale guadagnato a suon di voti da Liberi per Senigallia, ma soprattutto perchè pone tutto il movimento civico nella condizione necessaria di doversi scusare con i propri elettori per aver permesso a simile personaggio una candidatura.
I primi responsabili, dobbiamo prenderne atto, siamo noi.
Detto questo, non si può far passare sotto silenzio l’atteggiamento attuale di Fiore Bittoni il quale, pubblicamente, in preda ad una nevrosi dialettica afferma tutto e il contrario di tutto.
Ha dichiarato che se ne è andato da Liberi per Senigallia poiché non c’era un direttivo (di cui lui, peraltro, faceva parte ed ha contribuito a formare).
Poi ha asserito che se ne doveva andare perché aveva bisogno di autonomia e voleva essere svincolato dalle decisioni del gruppo.
Complimenti per la logica.
Ha fatto distinguo su pratiche urbanistiche quando mai, fino ad ora, se ne era parlato all’interno della lista.
Quindi ha asserito pubblicamente che non aveva avuto alcun dissidio con nessuno dei consiglieri comunali della stessa lista. Salvo poi affermare che, in Liberi per Senigallia, vige la regola dell’arroganza e vince chi urla di più.
Ma non è tutto.
Bittoni ha affermato che all’interno del movimento vi è assenza di dialogo.
Lui, che in quattro riunioni convocate ha preso parte solo alla prima (quella in cui si è eletto il direttivo che dice non esistere) disertando senza nessuna comunicazione tutte le altre.
Mente, sapendo deliberatamente di mentire, quando afferma che non è stato invitato.
Mente e offende il presidente del movimento e il capogruppo consiliare che si sono sempre premuniti di avvisarlo per tempo.
Quando, dunque, Bittoni ha sentito qualcuno “urlare di più”, lui che non ha mai presenziato alle riunioni?
Faccia nomi, indichi fatti e circostanze invece di schizzare fango contro chi, contrariamente a quanto fatto da Bittoni, continua a rispettare il voto degli elettori.
Un fatto è certo: Bittoni, che si giustifica dicendo di non aver commesso alcun reato (e ci mancherebbe solo quello), deve ricordarsi che è stato eletto grazie al numero di seggi ottenuti dalla lista e non grazie alle sue preferenze.
E in un paese democratico si tutela la volontà degli elettori.
Altro che libertà di coscienza!
La realtà è che ci troviamo di fronte a dichiarazioni che sfiorano il delirio e che arrivano a diffamare chi si è sempre comportato in modo ineccepibile.
Con Bittoni e, soprattutto, con gli elettori.
Ecco perché Bittoni ha un solo modo per riaffermare un senso di dignità e moralità politica: si dimetta e permetta agli elettori di Liberi per Senigallia di riprendersi il consigliere comunale che è stato loro scippato.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 maggio 2005 - 1595 letture