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Incontro-dibattito informativo sulla procreazione assistita ad Ostra

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Il comitato referendum di Ostra organizza un incontro-dibattito informativo intorno ai temi della fecondazione assistita e dei quattro quesiti referendari che andremo a votare il 12 e 13 giugno prossimi.

dal Comitato referendum di Ostra

All’incontro partecipano il dott. Maurizio Cignitti, responsabile del Centro di fecondazione assistita dell’Ospedale Salesi di Ancona e il dott. Giancarlo Discepoli, ricercatore presso il Centro di Ematologia dell’Ospedale Salesi di Ancona.
Proprio per cercare di rendere più comprensibile l’argomento e per chiarire le idee, ampio spazio sarà lasciato al dibattito e alle domande dei partecipanti. Abbiamo optato per un incontro di tipo informativo, ci siamo resi conto, attraverso il contatto con la gente, che c’è una grande necessità di informazione su un argomento tanto difficile quanto importante.
Abbiamo molto gradito, inoltre, l’interessamento da parte di altri esperti che ci hanno contattato per poter partecipare attivamente alle nostre iniziative apportando il loro fondamentale contributo.
Notiamo che nelle ultime settimane il livello di interesse sulle tematiche della fecondazione assistita è molto cresciuto, infatti si sono aperti molti tavoli di discussione sul territorio.

Tutta la popolazione di Ostra e comuni limitrofi è invitata a partecipare all’incontro, Lunedì 30 aprile alle ore 21.00 presso la Sala Polifunzionale Comunale (ex cooperativa “Il Faro”), in corso Mazzini (nei pressi della Piazza dei Martiri).

Il comitato referendum di Ostra inoltre, fa un accorato appello a tutti gli elettori ad andare a votare: non andare a votare significa permettere a questa legge di rimanere come è adesso, significa rinunciare al nostro diritto alla libertà e lasciare l’Italia in coda a molti Paesi che hanno leggi molto più evolute e permissive della nostra.

Significa rinunciare alla possibilità di trovare, con la ricerca scientifica, le cure per malattie che affliggono la nostra società; significa obbligare le coppie che vogliono utilizzare la tecnica della procreazione assistita (e che possono permettersi di pagare cure e soggiorno!) ad andare all’estero per fare ciò che non si può fare in Italia (anche paesi come la Turchia e la Croazia, oltre a molti paesi dell’Unione europea hanno leggi ampiamente più evolute e permissive).

Anche se il referendum ha perso di significato, per l’uso improprio che ne è stato fatto in passato, non dimentichiamo che esso rappresenta il massimo strumento di espressione democratica e, come tale, è un veicolo reale ed immediato di ottenimento di diritti irrinunciabili in un paese civile e democratico come il nostro: non andare a votare significa rinunciare a questi diritti che i nostri “Padri” hanno duramente conquistato.
Anche per noi.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 28 maggio 2005 - 2056 letture