Mercoledì 4 maggio: festa del patrono di Senigallia, San Paolino

7' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
In occasione della festa del patrono di Senigallia si svolgeranno tre appuntamenti rivolti alla città.

dalla Parrocchia S. Pietro Apostolo


La città di Senigallia festeggia il suo patrono S. Paolino mercoledì 4 maggio.
La festa religiosa prevede le S. Messe al mattino alle ore 7.30; 9.00; 10.00 celebrata da mons. Odo Fusi-Pecci; 11.30 celebrata da mons. Mario Cecchini.
Nel pomeriggio poi alle ore 18.00 la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Giuseppe Orlandoni e concelebrata dai sacerdoti della città.
Al termine della Messa si snoderà la processione per le vie del centro passando per via Cavallotti, via Marchetti, corso 2 Giugno, via Cavour, via Armellini ed il ritorno in Cattedrale.
Presterà servizio la Banda Cittadina e durante la giornata è aperta una pesca di beneficienza.

In preparazione alla festa si svolgeranno tre appuntamenti rivolti alla città.
Il primo sarà sabato 30 aprile alle ore 10.00 presso la Chiesa dei Cancelli a Senigallia.
E’ un convegno rivolto agli Amministratori, ai Consiglieri Comunali, a tutti i Cittadini impegnati in politica. Il Convegno dal titolo: "Dare un'anima alla politica" vedrà la partecipazione di p. Bartolomeo Sorge, gesuita, direttore della rivista "Aggiornamenti Sociali", da sempre attento all’impegno dei cristiani in politica, ed osservatore acuto della realtà italiana.
Il Convegno nasce come idea dalla vita stessa di San Paolino che prima di consacrarsi a Dio fu amministratore saggio e stimato, con un’attenzione privilegiata per i più poveri, soprattutto quando fu governatore della Campania.

Il secondo appuntamento si svolgerà il martedì 3 maggio quando, nel pomeriggio alle ore 19.30, i gruppi di amici saranno invitati in Cattedrale per consacrare la loro amicizia a Dio per mano di San Paolino.
La pastorale giovanile diocesana propone questo momento ispirata dalle relazioni significative che San Paolino seppe instaurare con tutte le persone, dai piccoli ai potenti, dai sapienti agli analfabeti, perché al centro della sua attenzione c’è sempre stata la persona in quanto tale.

Il terzo appuntamento sarà la VIII Rassegna diocesana delle Corali il 3 maggio alle ore 21 in Cattedrale.
A questo appuntamento hanno aderito la Corale "L. Tonini Bossi" di Senigallia, il Coro "S. Giovanni Battista" di Senigallia, il Gruppo Corale Polifonico "Piero Giorni" di Corinaldo.
La bellezza della musica diventa la cornice ideale per celebrare la bellezza della fede il giorno della festa del patrono di Senigallia.



LA VITA DI SAN PAOLINO
Ponzio Meropio Paolino, della nobile e ricca famiglia degli Anicii, è nato a Bordeaux, in Aquitania, nell’anno 352 (o 353); morì a Nola il 22 giugno 431.
Studiò a Bordeaux con grandi maestri, approfondendo lo studio delle lettere, del diritto e della filosofia. Poco più che ventenne entrava a far parte del senato romano iniziando la sua carriera politica che percorse fino a raggiungere la magistratura del Consolato (378); e poi come ex console divenne Governatore della Campania (379).
Qui giunto volle risiedere nei suoi possedimenti presso Nola per stare vicino alla tomba di S. Felice a Cimitile; in lui si risvegliarono la fede ed i sentimenti cristiani trasmessi dalla madre.
Espletato il suo mandato a Roma iniziò a pensare seriamente alla sua vita spirituale.
Costretto ad emigrare per ragioni politiche trascorse qualche tempo in Spagna, dove incontrò e sposò la ricca nobildonna Terasia, donna di fede cristiana che gli sarebbe stata accanto per tutta la vita.
Finito il pericolo e tornato a Bordeaux nel 388, manifestò al suo vescovo il desiderio di essere battezzato e dopo lunga preparazione venne battezzato l’anno successivo per poi trasferirsi in Spagna, vicino a Barcellona, per approfondire i misteri cristiani nella meditazione e nel silenzio.
Nel 392 nacque il figlio Celso che però morì dopo solo otto giorni.
Paolino e Terasia insieme maturarono la vocazione alla vita di perfezione evangelica con la decisione di vendere tutti i beni, dare il ricavato ai poveri, seguire Cristo povero, vivere come fratello e sorella in perpetua castità e di ritirarsi definitivamente presso la tomba di S. Felice a Cimitile, vicino Nola: nel 395 partirono.
La clamorosa conversione di Paolino mise in agitazione il mondo pagano e riempì di letizia il mondo cristiano.
Eletto vescovo di Nola nel 409, visse con zelo il suo apostolato fino alla morte, il 22 giugno 431.

PERCHÉ SAN PAOLINO DI NOLA È IL PROTETTORE DI SENIGALLIA?
San Paolino I vescovo, patrono di Senigallia e titolare dell’antica cattedrale fu sostituito con San Paolino da Nola.
Il 4 maggio 1271 il vescovo Filippo consacrò la nuova cattedrale e la dedicò a San Paolino, vescovo di Nola.
Le ragioni di questa sostituzione possono essere le seguenti.
Il nome del santo nolano era uno dei più venerati ed ammirati nel mondo cristiano.
L’antichità esaltava l’esempio di nobiltà romana che accoglieva il vangelo; il Medio Evo lo prendeva per modello di santità per tutte le sue rinunce; l’umanesimo lo stimava per le sue eccelse qualità di artista e poeta.
Forse parve più giusto e logico prestare un culto ad un santo di cui si conosceva tutto, mentre del Paolino senigalliese erano perse le tracce.
Altra ragione, che potremmo definire pastorale, fu la singolare vita di Paolino sulla cui scia potevano percorrere il cammino di perfezione tutte le classi sociali e le situazioni di ogni singolo cristiano.
Ultima ragione è il fatto che il vescovo Filippo era dell’ordine degli Erenitani di S. Agostino e quindi volle fare un atto di religioso ossequio nominando patrono della sua chiesa senigalliese il grande amico di S. Agostino, Paolino da Nola.

S. PAOLINO MODELLO DI PERFEZIONE
Per gli studenti.
Paolino ha studiato all’università di Bordeaux e il suo maestro Ausonio lo ama e lo stima come il più eletto spirito del tempo.
Per gli sposi.
Paolino sposò una pia e nobile ragazza spagnola, Terasia, la circondò d’amore e di rispetto, unico e immutato fino alla fine; l’ebbe compagna fedele nelle più grandi scelte della sua vita, prima nella famiglia e poi nella vita monastica.
Per i politici.
Paolino fu pretore, prefetto di Roma, senatore, console, governatore della Campania.
Quando depose la doga e la spada, disse di non averle mai macchiate.
Per i letterati. Paolino fu un grande prosatore e poeta: lo attestano i suoi Carmi ed il suo Epistolario.
Il maestro Ausonio pianse quando Paolino abbandonò le Muse per porre la sua poesia al servizio del Vangelo e dei pellegrini di Nola.
Per gli artisti.
Fu un sapiente e saggio mecenate ed anche architetto: lo attestano le basiliche che fece costruire a Nola, le pitture, le didascalie, i simboli dell’arte cristiana che usò come catechismo visivo per gli illetterati della Campania.
Per i lavoratori.
Quando umile monaco passava dalla preghiera ai campi e costruiva chiese e monasteri, diceva ai nobili che lo compiangevano: "Forse questa tonaca vi fa ribrezzo, ma non cambierei per nessun tesoro al mondo il saio del servo di Cristo con la tonaca senatoria”.
Per i religiosi.
Non gli bastò la comune spiritualità sacerdotale, ma fu attratto dalla vita contemplativa e si fece monaco.
Per i vescovi.
Nel 404, morto il vescovo di Nola, Paolino, a richiesta unanime di clero e popolo, fu eletto e consacrato vescovo di Nola fino alla morte.
25 anni di magistero, sacerdozio pieno, vissuto da padre misericordioso.

La redazione di "Vivere Senigallia" rimarrà chiusa mercoledì 4 maggio in occasione della festa del patrono.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 aprile 2005 - 3994 letture

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Anonimo

29 aprile, 20:55
W San Paolino, nostro Patrono!!!

melgaco

29 aprile, 22:15
Sì, solo che se ne poteva scegliere uno con un altro nome. <br />
Il patrono è colui che aiuta e protegge. Il nome Paolino non mi ispira sicurezza e protezione.<br />
Pensate se il Papa avesse scelto di chiamarsi Paolino! Ci saremmo messi tutti a ridere.<br />
Vuoi mettere un bel San Giovanni Battista?




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