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Tensioni, attese, silenzi e grida nello spettacolo di Pippo Delbono

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Ieri sera al teatro la Fenice un altro avvenimento di tutto rilievo per il nostro territorio, in esclusiva regionale è andato in scena URLO spettacolo ideato e diretto da Pippo Delbono.

di Tricia Caselli

Lo spettacolo è iniziato con abbondante ritardo a causa della copiosa fila al botteghino, ma la lunga attesa è stata ampiamente ripagata dal superbo spettacolo di cui si è potuto godere.
Il pubblico è stato catapultato all’improvviso dentro una situazione quasi onirica fatta di sogni e incubi ma che invece di allontanare dalla realtà la bucavano cogliendone il senso più profondo, descrivendone il dolore, e raccogliendone il grido: l’urlo, appunto.
La messa in scena era straordinariamente ludica, e ciascun attore sembrava fare ciò che aveva voglia di fare, ma era evidente il fatto che ognuno era padrone del suo gioco e per restarlo tutto l’insieme obbediva a regole estremamente rigide.
La libertà che gli attori dimostravano sul palcoscenico è certamente il risultato di un minuzioso faticosissimo e incessante lavoro.
Così l’energia entrava ed usciva da un corpo all’altro, creando un sistema sofisticato ma precisissimo di tensioni, attese, arresti, silenzi, grida, gesti, canti.
Tutto il corpo degli attori è diventato ieri sera linguaggio, parola pronunciata nella sua compenente più simbolica e ancestrale e perciò evento.
Senigallia ha ospitato uno dei lavori teatrali più autorevoli nel campo del teatro contemporaneo dove si respira la volontà di una ricerca appassionata e dilaniante portata sempre al limite del conosciuto e del già sperimentato.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 aprile 2005 - 1567 letture