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7 mila iscritti e 205 nuovi potenziali donatori di midollo

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Anche l’Admo, Associazione donatori midollo delle Marche, può vantare un aumento di donatori nel 2004.

dal Centro Servizi per il Volontariato

Al Registro regionale dei donatori si è arrivati ad oltre 7000 iscritti con un saldo attivo, nel solo anno appena concluso, di 205 nuovi potenziali donatori. Ogni anno, infatti, al compimento del 55esimo anno di età, si esce dal registro e, nel 2004, questi casi sono stati 71. L’età media dell’iscritto marchigiano è di 30 anni e l’anno scorso sono stati 9 i chiamati alla donazione, contro i 5 del 2003.

Importante, quindi, il lavoro di Admo Marche che, però, vuole arrivare ad un dato che la porti ai livelli della media nazionale: 532 donatori ogni 100mila abitanti, mentre, nella nostra regione, sono 472. Un’associazione che si impegna da anni per aumentare la possibilità e le speranze di guarigione di chi soffre di malattie letali come la leucemia e altri tumori, oltre a certe patologie congenite.

Un’associazione che da sempre si batte per un fondamentale bisogno di chiarezza. In troppi, infatti, confondono il midollo osseo con quello spinale, con conseguente ritrosia da parte di chi teme una tale ipotesi d’intervento.

Ma per capire bene, bisogna iniziare dalla spiegazione di che cosa è il midollo osseo. Esso e un organo liquido contenuto dalle nostre ossa e racchiude in se quelle importantissime cellule atte a produrre le parti corpuscolari del nostro sangue, quando il sistema impazzisce spesso è la sua sostituzione la sola soluzione possibile. Si rigenera automaticamente in poche ore dal prelievo che viene effettuato dalle ossa del bacino tramite una specie d’iniezione e il donatore non subisce dal prelievo nessun tipo di menomazione ne di problema, fatta eccezione di un leggero indolenzimento locale che scompare in pochi giorni. I potenziali donatori sono uomini e donne sani che vanno dai 18 ai 35 anni di età, anche se si potrà donare fino ai 55 anni.

Al momento della scelta di sottoscrizione, viene effettuato un semplice prelievo di sangue poi i dati di riferimento del donatore e i risultati della “tipizzazione” vengono inseriti nel Registro italiano donatori di midollo osseo. Qualora venisse riscontrata un’idoneità con un paziente che necessita della donazione, verranno effettuati ulteriori prelievi di sangue per approfondire le compatibilità e, solo allora, al donatore verrà richiesto di sottostare al procedimento di prelievo di parte del midollo dal bacino.

Un caso molto raro, ma che risulta essere di fondamentale importanza se si pensa che da un semplicissimo intervento in anestesia locale si salverà la vita, spesso, di un bambino. Importante ricordare che i donatori possono anche cambiare idea all’ultimo minuto anche se si può facilmente immaginare quanto, un passo indietro in quel momento, possa essere traumatico per il paziente che aspetta ciò che per lui rappresenta la vita.

Esistono anche alcuni casi in cui viene richiesta una seconda donazione che può essere definita di sostegno alla prima, che è paragonabile ad una semplice donazione di sangue. Con delle nuove tecniche, infatti, si riescono a separare dal sangue quelle stesse cellule staminali la cui produzione può essere accentua nel donatore grazie alla somministrazione di medicinali specifici. Ora, una nuova legge appena uscita, permette questo tipo di donazione anche la prima volta, evitando quindi al donatore, il prelievo del midollo dal bacino.

Ciò che Admo chiede, quindi, è una scelta importante, ma che purtroppo raramente diventa realtà, visto che solo in un caso su centomila si risulta compatibile tra non consanguinei, mentre tra fratelli lo si è in un caso su quattro.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 aprile 2005 - 1276 letture