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''Come prima'' in tour

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Come prima, un film sull’adolescenza e la disabilità per un progetto distributivo alternativo.

da Cinemaindipendente.it
www.cinemaindipendente.it/comeprima



COME PRIMA, Italia, 60’
un film di MIRKO LOCATELLI
con GIUSEPPE CEDERNA, FABIO CHIOVINI, MATTIA DE GASPERIS

Come prima è un film che, a causa della durata (60’) e del supporto di proiezione (digitale), non trova spazio nel circuito distributivo tradizionale, quello dei cinema nei quali si proiettano film in pellicola 35mm. Come accade per tutto il cinema sociale, Come prima è nato con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone; è un film che affronta il tema della disabilità in maniera pragmatica e che vuole scontrarsi e incontrarsi con il pubblico, non solo di settore, ma con tutti coloro che desiderano conoscere ed emozionarsi di fronte ai personaggi che ci raccontano il dramma di Andrea, della sua famiglia e dei suoi amici.

Abbiamo pensato così che il nostro film potesse iniziare, anche senza alzarsi in piedi, a vivere comunque di vita propria, aiutato da noi e soprattutto spinto da chi vuole portarlo nella sua città. Come prima Tour è un’iniziativa aperta a tutte le istituzioni, enti, associazioni e scuole che vogliano aggiungersi ad un progetto di distribuzione alternativa per diffondere un’idea di cinema dichiaratamente non convenzionale.

Oltre alla proiezione del film è inoltre possibile prevedere un incontro con gli autori, con lo scopo di aprire il dibattito e rispondere alle domande sulla sua realizzazione e sulla tematica affrontata.

Il film, della durata di 60 minuti, racconta la storia di Andrea, un ragazzo di 17 anni che a causa di un incidente in motorino, rimane paralizzato. La storia si concentra sul suo ritorno a casa, sul percorso di accettazione e di consapevolezza di Andrea e di chi gli sta intorno.

Nel cast, oltre a molti attori non professionisti dai 16 ai 20 anni come Fabio Chiovini, Mattia De Gasperis, Adele Castiglioni e Antonio Pisu - provenienti da scuole di teatro milanesi - possiamo annoverare la presenza di Giuseppe Cederna, nel ruolo del padre del protagonista, attore di cinema e teatro. Tra i film ricordiamo Marrakesh Express, Mediterraneo di Gabriele Salvatores e Italia-Germania 4-3 di Andrea Barzini, Il partigiano Johnny di Guido Chiesa El Alamein di Enzo Monteleone.

Il ruolo di Andrea, il protagonista, è stato interpretato da Fabio Chiovini, un attore di diciassette anni, che per entrare nel personaggio ha lavorato a stretto contatto con ragazzi della sua età con lesione al midollo spinale. Per questo training, durato tre mesi, il giovane attore è stato aiutato, oltre che dal regista (anch'esso tetraplegico), dai fisioterapisti dell'Unità Spinale Unipolare Niguarda di Milano.

La storia di Andrea è una storia positiva dal finale aperto; il messaggio è che comunque, disabili o no, la vita riserva a tutti cose belle e cose brutte, e, seduti o in piedi, vanno affrontate. Vorrei che le persone smettessero di pensare ai disabili come poveri sfortunati o persone deboli; certo, un handicap fisico può essere limitante, ma il valore di una persona o il grado di felicità non va misurato su quei limiti. Una persona, qualunque sia la propria condizione fisica, ha un valore unico, per i suoi sentimenti, le sua passioni, i suoi difetti; so che può essere considerato un concetto scontato, banale, ma mi rendo conto invece che non lo è affatto, neppure per i disabili stessi; molti vedono una soluzione ai loro problemi possibile solo con la scomparsa della loro disabilità, e dimenticano di coltivare i propri interessi, di crescere, di realizzarsi così come sono.

Nel mio film il ragazzo disabile non sarà il classico ragazzo speciale, o se lo sarà non lo sarà di certo in quanto disabile, lo sarà invece nella misura in cui lo sono i suoi coetanei, lo sarà come ragazzo di diciassette anni che cerca una strada, come tutti gli altri, e lo sarà come lo è il mondo, abitato da personaggi belli, attraenti, malvagi, ottusi, onesti, divertenti, sgraziati: sarà una voce, un corpo e un’anima come tante altre nel cinema, parlerà di se in modo naturale e troverà una strada proprio grazie a questo.


Mirko Locatelli, regista


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 aprile 2005 - 2096 letture