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Libertà è partecipazione

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Ma a che serve partecipare?
Il diritto alla partecipazione è uno dei più difficili da esercitare.

da Alberto Di Capua
Margherita

Chi mi ha letto recentemente, conosce le mie modalità provocatorie nel confezionare i titoli dei miei articoli (vd. Sezione articoli del mio sito www.albertodicapua.it).
In effetti è chiaro che il senso della mia candidatura è proprio questo: sono convinto che una mia eventuale partecipazione come consigliere comunale alla vita politica delle città sia uno dei modi possibili per esercitare la mia libertà di cittadino, attraverso l’espressione diretta, in una sede istituzionale, sia delle mie istanze e dei miei personali diritti, sia dei diritti e delle istanze dei cittadini che mi daranno delega a rappresentarli.
Tuttavia sono anche convinto che proprio il diritto alla partecipazione sia uno dei più difficili da esercitare, in quanto presuppone impegno, preparazione, dedizione, e non da ultimo una grande quantità di pazienza e capacità di ascolto.
Ritengo personalmente che le modalità utilizzate fino ad ora nelle diverse sedi partecipative istituite, in maniera permanente o occasionale, nella nostra città, non abbiano consentito, nella realtà dei fatti, di ottenere i risultati di condivisione sperati.
E’ mia opinione che l’esito di un qualunque processo partecipativo dipenda da:
il tempo: la consultazione serve solo se è preventiva alle scelte, non ha alcuna utilità, anzi è deleterio, chiamare i cittadini per comunicare scelte già fatte;
il modo: la partecipazione va organizzata, opportunamente “facilitata”, e soprattutto deve basarsi su una “piattaforma” di informazioni precise e puntuali rese disponibili, in tempo debito, a tutti;
i costi: la partecipazione ha un costo per chi la promuove e per chi la esercita, in termini di risorse (economiche ed umane), di tempo, di sviluppo di conoscenze e di competenze;
i benefici: chi partecipa deve essere sicuro che dal suo impegno scaturirà un risultato, cioè che i risultati della consultazione avranno riflessi veri e diretti nelle scelte politiche e quindi sullo sviluppo della collettività.

Se avrò possibilità di esprimermi in Consiglio Comunale, uno dei miei principali obiettivi sarà quello di rendere efficace la partecipazione dei cittadini in qualunque sede: sia che si tratti di tavoli istituzionali, piuttosto che di forum promossi dall’Amministrazione (a proposito, a quando l’apertura del forum cittadino di Agenda 21?), sia che si tratti di occasioni di consultazione cercate e create dalle diverse categorie di “portatori di interesse”.
E a proposito di libertà nella partecipazione veramente mi sento di ringraziare gli amici della redazione di “Vivere Senigallia” che hanno consentito a me e a tanti altri di esprimersi come e quando volevano sulle pagine del loro giornale telematico.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 aprile 2005 - 1551 letture