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Scelte urbanistiche mancate

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Senigallia da troppo tempo ha smesso di pensare al proprio futuro con la conseguenza di un declino che rischia di diventare irreversibile.

Dall'Ing. Paolo Landi
Liberi x Senigallia

E' necessaria un'inversione di tendenza che si contrapponga alla sola ordinaria amministrazione, svolta per altro male e solo in questo ultimo periodo preelettorale, propagandata e ampliata dal battagc dei cartelli di inizio lavori, relativi a quegli interventi ideati e programmati, oltretutto, dalle amministrazioni precedenti.
Nel caso della piscina, ad esempio, gli attuali amministratori non sono riusciti a gestire, per incapacità e arroganza, nemmeno un auspicabile accordo di transazione con l'impresa che ha in corso il contenzioso, rinviandolo a dopo le elezioni.

Stessa situazione si ritrova nella brutta storia delle Piramidi, dove alla vigilia di natale del 2002 la sindaco chiede alla proprietà di sospendere l'imminente udienza al TAR in cambio della promessa di un accordo, mai raggiunto in seguito, nonostante la grande disponibilità della proprietà a rinunce anche importanti e la necessità di dotare del completamento dell'urbanizzazione la frazione Cesano.

Se non si troverà la soluzione ai contenziosi, con la concertazione e con una amministrazione alternativa, si rischia di portare la macchina comunale al collasso, rischiando di rifondere danni per decine di milioni, se si considerano anche i ricorsi dei campeggiatori e di alcuni piccoli proprietari danneggiati da quell'orrore urbanistico, denominato variante di tutela costiera, che in realtà nulla tutela e di cui non si è capita l'utilità pratica da parte di nessuno, a partire dagli estensori fino ai consiglieri che l'hanno votata, tant'è che ancora nessuno è riuscito a dimostrare che può essere reperito, nell'ambito di definizione, un solo metro quadrato di verde pubblico o un solo parcheggio in più di quelli già previsti dal preesistente piano regolatore e auspicati come obiettivo dalla relazione illustrativa della stessa.

Ma il fallimento dell'urbanistica è completato da uno studio del centro storico, destinato ad essere cestinato, per essere solo una cartolina artistica, senza norme e, soprattutto senza nessuna sostenibilità economica di fattibilità, da un plano d'area per la Sacelit - Italcementi che i cittadini dovrebbero conoscere per giudicare come questa amministrazione è capace a farsi del male da sola, impedendo alla proprietà di trarre profitto, senza riuscire però a negoziare per la città nessuna contropartita vantaggiosa.

E per la viabilità? che dire della complanare, ora diventata d'interquartiere, con la copiatura da un altro programma elettorale, nessuno ha mai spiegato all'Angeloni che le due cose sono tra loro incompatibili e che un opera di questa importanza non si butta a casaccio se prima non si cerca di capire cosa esattamente serve alla città. E infine si lascerà la città sotto la spada di Damocle delle esondazioni, poiché a quanto sembra pare che si stia rinunciando definitivamente ai finanziamenti fino ad oggi disponibili per le vasche d'espansione, grazie anche ai pseudoambientalisti, compagni di cordata dell'amministrazione uscente, che hanno remato contro questo progetto.

A nulla servono nomi come Bedosti, Cervellati, Bohigas, Karrer quando non si sa quello che si vuole e c'è incapacità di trasmettere gli imput ai progettisti.

C'è necessità di recuperare alla città un progetto globale che possa ricomporsi in un mosaico unico e questo è particolarmente necessario in una fase storica come l'attuale, dove il recupero di un area come la Sacelit Italcementi rappresenta sicuramente l'intervento più significativo degli ultimi cento anni e la definizione del progetto della viabilità non può essere ulteriormente rinviato.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 31 marzo 2005 - 1872 letture