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Occhio agli anfibi!

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Con l’arrivo della primavera molte specie animali riprendono i rituali spostamenti dai quartieri invernali a quelli estivi.

da David Fiacchini
Per certe specie si assiste a delle vere e proprie “campagne” di migrazioni riproduttive che rendono facilmente contattabile per alcune giornate gran parte della popolazione attiva.
E’ il caso dei nostri Anfibi: rane, tritoni e rospetti si muovono in massa dai rifugi dove hanno passato la stagione fredda per andarsi a riprodurre in stagni, laghi e torrenti.
Nel loro percorso migratorio, durante il quale si incontrano e si formano vecchie e nuove coppie, spesso e volentieri questi sfortunati animaletti si trovano costretti ad attraversare sedi stradali molto trafficate, finendo schiacciati sotto le ruote e causando, in alcuni casi, anche situazioni di pericolo per gli automobilisti.
Ecco che nel giro di pochi anni in un ambiente che prima ospitava centinaia di rane e rospi si verifica una vera e propria estinzione locale, con gravi ripercussioni sull’equilibrio ecologico.
La proliferazione, ad esempio, di insetti molesti (come la tanto odiata zanzara tigre) è un segnale più che evidente delle problematiche relative alla scomparsa dei principali predatori “buoni”, come rane, rospi e tritoni.
Nella valle del Misa sono diversi i punti in cui è stato segnalato il problema dell’investimento di anfibi ed altri piccoli animali (come ricci e istrici) ed i correttivi da mettere in pratica sono semplici e poco costosi, specialmente quando la strada deve essere ammodernata o subire interventi di asfaltatura.
Barriere temporanee, guard-rail appositamente modificati, tunnel sottostradali ed altri sistemi di tutela della piccola fauna in migrazione riproduttiva sono stati già realizzati in molte regioni e province italiane: localmente, purtroppo, non si registra ancora nessun intervento concreto di protezione, salvo qualche rarissima eccezione, e questo la dice lunga sulla sensibilità “vera” dei nostri politici ed amministratori.
Lo scorso anno ad Ostra Vetere si realizzò, con discreti risultati, il primo intervento dimostrativo a livello regionale di messa in sicurezza temporanea di una strada provinciale a rischio per le migrazioni degli Anfibi. Ma questo resta, a tutt’oggi, un caso isolato e la speranza è che nel prossimo futuro (...un paio d’anni ?) anche nelle Marche si possa varare una legge regionale per la tutela della piccola fauna marchigiana, legge che preveda, come già accade in altre Amministrazioni, soluzioni concrete ed efficaci per la “messa in sicurezza”, per l’uomo e per la fauna, delle infrastrutture viarie.
Per qualsiasi segnalazione o informazione sulle campagne di salvataggio attivo e passivo degli anfibi in migrazione è possibile contattare il coordinamento regionale “Piccola Fauna Marche” (e-mail: dr.fiacchini@libero.it; indirizzo: via Brancasecca 11, 60010 Ostra Vetere) e, per saperne di più sulla situazione italiana (attività, esperienze, progetti, ecc.), consultare i siti web www.centrostudiarcadia.it/bufo2005.htm e www.bufobufo.org.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 marzo 2005 - 1609 letture