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Amianto nelle tubature dell'acqua

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
In questo periodo di intensa campagna elettorale ritengo importante che i candidati a sindaco si esprimano su un argomento molto delicato che, per tante ragioni, sta a cuore all’associazione che presiedo. Si tratta del problema amianto e, più nello specifico, dei danni che le fibre di amianto – eventualmente ingerite – possono provocare alla salute della gente.

da Carlo Montanari
Presidente Associazione Lotta all'Amianto


A riguardo non si può infatti dimenticare che soltanto nella città di Senigallia sono presenti 130 chilometri di tubazioni dove l’acqua potabile viene trasportata in tubazioni di cemento amianto. In più di un’occasione l’A.L.A. ha chiesto di sapere se in eventuali casi di rottura delle stesse tubazioni (eventi non così improbabili) i detriti ingeriti possano causare danni al fisico umano.
E soprattutto, l’A.L.A. ha in più occasioni chiesto agli organi competenti di effettuare analisi specifiche per verificare la presenza di amianto nell’acqua erogata dal pubblico acquedotto. Dopo lunga attesa, a riguardo, mi è giunta risposta dalla Multiservizi S.p.a. che, dopo aver contattato il dipartimento provinciale di Ancona dell’Arpam e l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, afferma di poter soprassedere alla richiesta di analisi nell’acqua potabile presentata dall’associazione A.L.A.
La motivazione asserita è in sostanza che un’analisi per verificare la presenza nell’acqua delle fibre di amianto non ha alcun interesse pratico in quanto, anche se rilevate, non si potrebbe affermare che l’acqua non è potabile. Si sostiene inoltre che il materiale con cui sono costituite le condotte, proprio per le necessarie caratteristiche di resistenza che queste debbono avere, è un materiale compatto e quindi difficilmente rilascia fibre di amianto.
Ma l’A.L.A. non si arrende e, a seguito di tale risposta, chiede che i candidati ai sindaco si esprimano sulla questione e, possibilmente su questi interrogativi che il sottoscritto si pone:
1) Questa risposta e queste motivazioni garantiscono la sicurezza dei cittadini?
2) E’ giusto non sapere se le fibre di amianto esistano?
3) E’ giustificato non effettuare comunque le analisi nell’acqua?
4) Chi assicura che in caso di fratture delle tubazioni non accade niente?
5) E’ possibile avere una dichiarazione ufficiale di un operatore della sanità sul fatto che le fibre di amianto non fanno male alla salute?







Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 marzo 2005 - 3218 letture

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