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Emozionandosi con ''I Kaleidos''

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Sabato sera I Kaleidos hanno riempito il teatro de La Fortuna di Fano, venduti anche i quarti e quinti posti dei palchi laterali pur di dare a tutti la possibilità di esserci.

di Beatrice Brighenti
beatrice@viveresenigallia.it
Si apre il sipario… un giallo uccello al guinzaglio, un quadrupede senza libertà e un uomo, ladro della loro dignità.
Per il desiderio di magiche visioni l’uomo baratta il suo potere per un caleidoscopio: l’animale e la sua astuzia, l’uomo e il suo bisogno di sognare.
Da quel momento noi spettatori siamo nel caleidoscopio, danze di colori e suggestivi giochi di luce danno a ciascuno la voglia di sperimentarsi… nasce il desiderio di essere sul palco, esprimere se stessi, muoversi liberamente, interpretare il proprio ruolo.



Rotolarsi per terra a ritmo di musica, danzare tenendosi per mano, sperimentarsi in un assolo… ogni cosa è concessa, ogni cosa è bella e reale manifestazione di sé.
Sullo sfondo evocative immagini di un Mirò coloratissimo e surreale, in scena la forte voglia di comunicare e di emozionare.



Nel buio del palco, accanto a me, una bambina, un angelo bianco che abita un mondo tutto suo, mi prende la mano, la mano di uno sconosciuto, la stringe a sé, mi viene voglia di pensare a quanto un sentimento possa essere immediato, a quanto questa serata mi stia facendo capire che viviamo una quotidianità ove per paura di essere feriti tendiamo a frenare la nostra spontanea affettività.

Voglio concludere suggerendo all’interprete dal rosso vestito una carriera di attore e dedico alle ballerine soliste un brave speciale.
Non ci resta che sperare in una nuova messa in scena di questo o di altri spettacoli di teatrodanza de I Kaleidos e chissà… magari la prossima volta gli educatori saranno meno emozionati.



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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 marzo 2005 - 6166 letture