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Ditta esclusa ingiustamente dall'appalto: il Comune perde il ricorso

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Il Comune di Senigallia ha escluso ingiustamente una ditta dalla gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione dell’ex Gil. Lo ha sentenziato ieri il Tar delle Marche che si è pronunciato sul merito del ricorso dell’impresa Vettore srl di Roma.

di Guido Fabbri
guidofabbri@vsmail.it

La ditta era stata esclusa dalla gara perché la busta con la propria offerta era stata consegnata a mano e non a mezzo raccomandata come richiesto dal bando. “Un formalismo talmente eccessivo da rasentare l'assurdo – ha commentato l’avvocato Giovanni Ranci, legale della Vettore srl -. Si noti – ha precisato ancora l’avvocato - che la busta regolarmente ricevuta con tanto di firma e timbro protocollo è tuttora depositata agli atti, con tutti i sigilli integri, per cui è più che legittimo sperare che il Tar ne ordini l'apertura". E’ probabile che ora il Comune ricorra al Consiglio di Stato per ribaltare una sentenza che, altrimenti, aprirebbe scenari cupi per l’ente pubblico.
Quest’ultimo, infatti, sarebbe obbligato a prendere in considerazione l’offerta della ditta romana, procedendo ad una nuova gara d’appalto. Si tratta di un’ipotesi pressoché impraticabile visto che la ditta Sacramenti di Rovigo che si è aggiudicata l’appalto per una base d’asta di oltre 4 milioni di euro ha iniziato da circa un anno i lavori per ristrutturare l’edificio dell’ex Gil che dovrà ospitare i nuovi uffici comunali.
Più probabile che il Comune apra i cordoni della borsa corrispondendo alla Vettore srl un congruo risarcimento danni.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 gennaio 2005 - 2081 letture