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Acqua bene comune, necessario ed inalienabile

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Un appello agli amministratori deglia Enti Locali a sostenere una campagna per una politica a difesa dell'acqua, un bene necessario e che deve essere alla portata di tutti.

da Pierluigi Addarii
www.sosmissionario.it

L'acqua rappresenta la principale fonte di vita insostituibile per tutti gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende la ricchezza e il benessere delle popolazioni. Ad oggi più di 1,4 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile e, in prospettiva, le persone senza accesso all'acqua potabile diventeranno più di 3 miliardi nel 2020 se non interverranno adeguate politiche di utilizzo sostenibile.

I fenomeni di inquinamento e desertificazione, unitamente ad un uso non razionale e non sostenibile, contribuiscono a rendere ancora più preziosa la risorsa acqua sul nostro pianeta.

Numerose dichiarazioni e conferenze internazionali sul tema dell'acqua, tra cui la Carta di Montreal (1990), la Dichiarazione di Parigi (1998), la Conferenza Internazionale di Bonn (2001), la Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg (2002) ed il Terzo Forum Mondiale sull'Acqua di Kyoto (2003), riconoscono tale risorsa come bene comune necessario e inalienabile.

E' ormai indispensabile ed urgente definire una "politica dell'acqua" che, attraverso uno statuto di condivisione, gestione e protezione della risorsa, garantisca il "diritto di accesso" all'acqua per tutte le popolazioni e le generazioni future.

Stiamo invece assistendo ad un tentativo di "privatizzare" l'acqua, l'oro blu del nuovo millennio. L'acqua, diventato "business", non è più un diritto ma un bisogno, e i bisogni si pagano. Chi non può pagare non ha diritti. In questa cultura "mercantile" non c'è più responsabilità collettiva e individuale affinché tutti possano soddisfare i diritti: la solidarietà diventa elemosina.
Noi riteniamo invece che la globalizzazione debba essere governata e che l'economia debba sempre essere al servizio dell'uomo.

Ci opponiamo pertanto al tentativo di "mercificazione" di un bene comune come l'acqua e, condividendo i principi del "Contratto Mondiale dell'Acqua" - promosso dal Comitato Internazionale istituito a difesa del diritto all'acqua, chiediamo che:

- Venga mantenuto sotto controllo pubblico il ciclo integrato dell'acqua;

- Non vengano autorizzate forme di sfruttamento commerciale delle acque del nostro territorio;

- Sia garantita la sicurezza dell'accesso all'acqua, nelle quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future;

- Ci si adoperi per ridurre prelievi eccessivi e sconsiderati sia in campo agricolo e zootecnico sia industriale;

- Si promuovano le forme più innovative di partecipazione dei cittadini alla definizione delle politiche dell'acqua a livello locale;

- Venga destinato, per ogni metro cubo d'acqua fatturato, una piccola percentuale al finanziamento di progetti di cooperazione internazionale che perseguono modelli sostenibili di gestione dell'acqua nei paesi sofferenti di penuria di acqua potabile.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 gennaio 2005 - 1426 letture