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La MCS colpisce anche nelle Marche. Cosa possiamo fare?

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Può sembrare una notizia che non ci riguarda da vicino e, soprattutto, pochi ne sanno veramente qualcosa. Niente allarmismi ma, come vedremo, tutti siamo esposti ad una sorta di "bombardamento chimico" di miliardi di sostanze artificiali (sintetizzate nei laboratori e poi immesse nell'ambiente) potenzialmente dannose per la nostra salute e per quella degli ecosistemi.

da David Fiacchini

La Sensibilità Chimica Multipla (M.C.S.) è una sindrome immuno-tossica infiammatoria per la quale si perde in modo irreversibile la capacità di tollerare gli agenti chimici presenti nell'ambiente indoor/outdoor e nei cibi. E’ una sindrome multisistemica di intolleranza ambientale, ancora nella schiera delle cosiddette "malattie rare" (si veda il sito dell'Istituto Superiore di Sanità), che causa patologie disabilitanti che interessano vari sistemi fisiologici: dal sistema renale agli apparati respiratorio, cardiocircolatorio, digerente, tegumentario; dal sistema neurologico a quello muscolo/scheletrico ed endocrino-immunitario.

I sintomi si verificano in risposta all'esposizione a molti composti chimicamente indipendenti e presenti nell'ambiente in dosi anche di molto inferiori da quelle tollerate dalla popolazione in generale e consentite dalle leggi vigenti. Nell’arco di pochi anni dalla manifestazione della MCS i sintomi si cronicizzano e, senza un adeguato sostegno, la sindrome può avere conseguenze molto gravi sino a provocare danni biologici (come emorragie, collassi, ictus o infarti).

L’infiammazione cronica, tipica dello stato di MCS, porta a sviluppare con alta incidenza forme tumorali e leucemiche: il corpo “cede” a questo quotidiano bombardamento chimico e non tollera più qualsiasi piccola traccia di sostanze chimiche di sintesi nell’ambiente, come insetticidi, pesticidi, disinfettanti, detersivi, profumi, deodoranti personali o per la casa, vernici, solventi, colle e prodotti catramosi, preservanti del legno (ad esempio l'antitarlo), materiali dell’edilizia, carta stampata, inchiostri, scarichi delle auto, fumi di stufe, camini, barbecue, prodotti plastici, farmaci, anestetici, formaldeide nel mobilio, tessuti e stoffe soprattutto nuove, tutto ciò che è di derivazione petrolchimica.

Cosa possiamo fare noi cittadini? Sensibilizzare gli Enti locali, favorire la conoscenza e l'informazione attraverso incontri pubblici con medici e specialisti, promuovere iniziative di sostegno a chi è caduto vittima di questa sindrome. Un esempio vicino a noi?

Il Consiglio Comunale di Osimo ha accolto una mozione che impegna l’amministrazione comunale osimana di adoperarsi affinchè si possa inserire la M.C.S. nell’elenco delle malattie rare con relativa esenzione dai tickets diagnostico-terapeutici correlati. Inoltre, si fa portavoce per la realizzazione di un centro residenziale terapeutico regionale dove il malato possa soggiornare per brevi periodi per disintossicarsi o anche in caso di emergenza (come contaminazione accidentale della propria casa), e di soggiorno permanente per i malati più gravi, che sono ormai nella fase ultima della malattia. Infine, si propone la creazione di un centro odontoiatrico attrezzato ad accogliere i pazienti chimicamente sensibili, ma anche specializzato nel trattamento di rimozione dell’amalgama dentale per i pazienti con MCS causata da essa. Per saperne di più rivolgersi all’Associazione nazionale AMICA (www.infoamica.org).

Eventuali Amministratori delle valli del Misa, Nevola e Cesano, di qualsiasi schieramento politico e sensibili alla tematica possono richiedere maggiori informazioni sulla mozione presentata ad Osimo all'associazione BioArs di Osimo ( info@bioars.it ). E, perchè no, prevedere qualche incontro a tema per conoscere e capire qualcosa di più su questa silenzionsa sindrome immuno-tossica figlia dell'opulenta "civiltà del progresso industriale".

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 dicembre 2004 - 5888 letture