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ramarri & c.: Un piccolo drago

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Visto il titolo della rubrica è il momento di presentarvi il ramarro: continua il viaggio tra gli animali e le piante delle nostre zone.

di Francesca Morici
francesca@viveresenigallia.it
Il Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) è attivo da marzo ad ottobre, è una specie diurna, trova riparo in buche, fenditure di rocce e radici scoperte. Gli adulti possono raggiungere anche i 40 cm. di lunghezza.
I maschi adulti presentano un bel colore verde brillante e durante il periodo dell’accoppiamento la gola mostra una colorazione blu, le femmine hanno invece sfumature più scure.
Questo lacertide predilige le radure delle macchia mediterranea, ma lo si può trovare un po' dappertutto: boscaglie, siepi e lungo le sponde dei fiumi. E' molto agile e si arrampica su alberi ed arbusti.
I maschi sono molto territoriali e durante il periodo dell'accoppiamento hanno un atteggiamento piuttosto aggressivo, sono frequenti lotte in cui arrivano a prendersi letteralmente a morsi anche se più comuni sono i combattimenti ritualizzati in cui mettono bene in evidenza la gola blu.
Il ramarro non è sicuramente di gusti difficili, ha, infatti, una dieta piuttosto varia che comprende insetti, gasteropodi, uova di uccelli, piccoli roditori e bacche. E' preda di serpenti, rapaci, corvidi e mustelidi.
Il nostro drago, come molti altri rettili ed anfibi, è spesso vittima delle automobili anche perché si sofferma non di rado ai lati delle strade “a prendere il sole”, attività indispensabile ai rettili per la termoregolazione. Risente inoltre negativamente della presenza eccessiva dei pesticidi in agricoltura.
Questa specie è protetta in base alla Convenzione di Berna ed alla Direttiva “Habitat”.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 novembre 2004 - 4220 letture