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Oasi Faunistica all'ex Cava di San Gaudenzio

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Finalmente il Piano Faunistico Venatorio 2004-09 della Provincia di Ancona, ha approvato l’istituzione della piccola Oasi Faunistica della ex cava di marna di S. Gaudenzio.

da Luisa Del Grande e il Prof. Mauro Furlani
Gruppo Società e Ambiente - Federazione Pro Natura Marche


Come Associazioni proponenti, accogliamo con molta soddisfazione questa piccola ma importante area protetta, valorizzando un’area che associa alla peculiarità naturalistica quella storica-sociale.
L’area della cava di S. Gaudenzio costituisce, nel contesto della collina marchigiana prospiciente al mare, un unicum; infatti, all’elevata xericità, evidenziabile anche da una analisi sommaria della vegetazione, si associano piccole ma significative zone umide alimentate, in parte, dalla raccolta di acqua da ruscellamento e, in parte, da piccole risorgive.



La prospicenza al mare, la vicinanza al fiume Misa, la collocazione appartata rispetto alle aree limitrofe più o meno urbanizzate e le caratteristiche ambientali, fanno sì che molte specie, soprattutto di uccelli, trovino nell’area una zona di sosta durante le migrazioni e di nidificazione.
Ora che la Provincia ha accolto la nostra proposta, andranno potenziati quei lavori di ricerca faunistica che già alcuni giovani naturalisti stanno effettuando.
Sono in corso, infatti, ricerche per definire in modo più puntuale le specie di mammiferi, in particolare di micromammiferi che frequentano l’area, le presenze ornitiche e sono in fase di preparazione indagini su altri taxa zoologici, sulla vegetazione e sulla flora.



Molto interessante, dal punto di vista scientifico e conservazionistico, appare l’analisi delle popolazioni di pipistrelli, che sembrano trovare nell’antica struttura industriale un’area di svernamento.
L’oasi di San Gaudenzio, inoltre, grazie alla sua collocazione geografica, potrà rappresentare un sito importante per una struttura stabile di cattura e inanellamento a scopo scientifico di uccelli, che potrebbe fornire utili indicazioni sulle rotte migratorie lungo la direttrice della costa adriatica.
La vicinanza alla città potrà costituire, nel rispetto delle motivazioni che hanno indotto l’istituzione dell’oasi di protezione della fauna, un luogo di straordinario interesse anche per attività didattiche di ecologia all’aperto ai più diversi livelli, da quello di base fino ai livelli superiori più approfonditi.



In merito alla gestione, questa dovrà basarsi essenzialmente su una conoscenza puntuale delle emergenze geomorfologiche, faunistiche e vegetazionali, conoscenze che solo ora si stanno delineando in maniera, se non esaustiva, certamente più puntuale, individuando al suo interno le zone che presentano una maggiore vulnerabilità rispetto ad altre più liberamente fruibili.

Immediatamente appare come indispensabile interrompere l’interramento naturale delle piccole zone umide, ricanalizzando i piccoli fossi di alimentazione e, se del caso, nei periodi di minore impatto faunistico rimuovendo parzialmente la vegetazione palustre che inevitabilmente tende a chiudere i piccoli specchi d’acqua.
Un altro intervento certamente indispensabile, soprattutto se si pensa ad una fruizione didattica dell’area, sarà quello di mettere in sicurezza alcuni punti rimuovendo i detriti e i materiali che offrissero un certo grado di pericolo.

Evidentemente, essendo l’area privata, dovranno essere ricercate, insieme alla proprietà, livelli di accordo che, da un lato, ne salvaguardino i legittimi diritti privati e, dall’altro, lo spirito conservazionistico che hanno indotto all’istituzione dell’oasi di protezione.

Visita il sito di Pro-natura e del Gruppo Società e Ambiente





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 novembre 2004 - 5894 letture

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