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L'arte di Gushchin, l'ultimo fiammingo, fotografo e poeta della luce

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
All'inaugurazione della mostra a Jesi, prevista per il 27 novembre, interverranno il professar Ginesi, l'ambasciatore russo e quello italiano presso la Santa Sede

da NoiCultura
www.noicultura.it


Uno dei più importanti esponenti della fotografia russa contemporanea a Jesi. I lavori di Vadim Gushchin, apprezzato in patria come all'estero, soprattutto in Germania, Francia e Stati Uniti, saranno esposti presso i locali di Contemporaneo, in una mostra che sarà inaugurata il 27 novembre alle 17.30.
Allestita da Tania Bini, sarà introdotta dal critico d'arte Armando Ginesi, alla presenza dell'ambasciatore della Federazione russa presso il Quirinale Alexey Mcihkov e dell'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede Giuseppe Balboni Acqua.
L'esposizione è organizzata NoiCultura, agenzia jesina promotrice di eventi culturali, sempre attenta all'arte italiana come a quella mici-nazionale; proponendo un fotografa di così alto livello, vuole dar modo di conoscere le espressioni artistiche della Russia cootemporanea. Vadim Gushchin espone per la seconda volta nella sua carriera in Italia nella città marchigiana.
Nato nel 1963 a Novosibirsk, Gushchin si diploma nel 1986 presso l'Istituto Moscovita per l'Energia; in seguito viaggia per l'Europa e gli Stati Uniti approfondendo la propria conoscenza della storia dell'arte. Dagli anni '90 inizia a esporre in personali e collettive, facendosi così apprezzare per la sua originalità a Mosca, dove attualmente vive, e nel resto del mondo.
I suoi lavori si distinguono per il tema delle nature morte di memoria morandiana, le cui superiici vengono indagate attraverso l'uso sapiente della luce, pari solo a quello dei fiamminghi.
E' così che da un aspetto prezioso e solenne a oggetti di uso quotidiano e in particolar modo a quelli della realtà russa; è così che, come afferma, il professor Augusto Pieroni, "spende tutto il suo talento nell'articolare una metodica analisi delle relazioni fra la forma e l'anima delle cose, tra la memoria e la totale disponibilità al divenire"; è così che attraverso la fotografìa restituisce un'anima agli oggetti immortalati.
Le venticinque fotografie concesse dalla Dar Arte Russa Contemporanea di Marta Boeri, esposte nei suggestivi ambienti di Contemporaneo fino al 6 gennaio 2005, sono concepite come "serie" dati titoli: "Usa e getta" (2000-2003), "Natura morta" (1997-1998) e "Biblioteca" (2000).
L'esposizione sarà presentata alla stampa mercoledì 24 novembre alle ore 11.30 nella sala conferenze di NoiCultura (corso Matteotti 37).
Visita www.artdart.com




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 25 novembre 2004 - 2089 letture

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