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Unica via d'uscita per Sacelit e area portuale è pubblico e privato insieme

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Su Sacelit Italcementi bisogna ripartire da zero, e su basi completamente diverse da quelle fino ad ora perseguite dalla giunta Angeloni; basi che devono essere economiche e di sviluppo.

da Luciano Chiappa
Sinistra Democratica
Ormai è chiaro che il sofferto accordo interno alla maggioranza Angeloni non è in grado né di dare una risposta in termini di sviluppo e d’occupazione alla città né di garantire che i proprietari s’impegnino a realizzare un progetto di riqualificazione di tutta l’area.

La logica, sulla quale si sono mossi sia la Giunta comunale sia l’Impresa, è stata quella del “prezzo” e non quella del “risultato”. Tutta la questione, tra l’altro condotta al di fuori delle istituzioni democratiche, è stata incanalata sul vicolo cieco del margine operativo lordo del costruttore. L’impresa, per difendere il suo conto economico ha tentato di mantenere il prezzo al di sopra di una soglia accettabile; la Giunta comunale, per impedire lo sfaldamento della maggioranza, ha portato il prezzo ad una soglia che, stando alle dichiarazione rese, l’impresa non sembrerebbe interessata ad accettare, e non solo per ragioni economiche.

Tutto ciò rende ovviamente alquanto teorico il Piano d’area della Giunta Angeloni. Tuttavia occorre precisare che se anche l’impresa lo accettasse sarebbe gravemente dannoso sia per la città sia per il mondo imprenditoriale. Da una lato infatti il risultato finale sarebbe il semplice insediamento di un imponente blocco di miniappartamenti senza alcuna ricaduta economica per Senigallia; Dall’altro lato il costruttore principale si “rifarebbe”, di un più limitato ricavo, abbassando i prezzi ai quali appalterebbe i lavori, e a loro volta le imprese artigiane appaltate, strozzate dal prezzo, si “rifarebbero” in qualche modo o su altre piccole imprese sub-appaltate o sulla manodopera o sui materiali ecc.

Bisogna superare questo falso democraticismo e ambientalismo della Giunta Angeloni, il quale in fin dei conti, muovendosi all’interno di una logica speculativa, spreca il territorio, non crea sviluppo e occupazione, danneggia l’economia e le piccole imprese . Il consiglio comunale non può votare un piano d’area di scarso valore reale; che non risolve niente e che se fosse realizzato danneggerebbe tutto e tutti.

Per evitar che l’area Sacelit diventi un’altra occasione mancata per Senigallia, non c’è altra strada che impegnare pubblico e privato, insieme, a portare a termine un grande progetto di riqualificazione urbana. Un progetto che non si limiti alla sola Sacelit ma coinvolga anche il Porto e tutte le aree circostanti, in modo da mettere in campo, unitamente alla Società Vecchia Darsena, una più vasta platea di soggetti imprenditoriali, sinergicamente interessati a sviluppare un autentico polo d'attività legate all’economia turistica. La logica che deve presiedere alla conduzione di questa area, come di tutte le aree strategiche, non può essere quella del “prezzo” ma deve essere quella del “risultato” da raggiungere.

In questo senso è necessario avere coraggio: occorre attivare moderne forme di collaborazione giuridica tra pubblico e privato; bisogna favorire, con provvedimenti coraggiosi e creativi e anche con le necessarie variazioni al piano regolatore, il capitale di chi intende fare impresa avendo come scopo aziendale la produzione di beni e servizi turistici che creano occupazione e ricchezza sociale.

Noi di Sinistra Democratica, nei prossimi giorni, ci faremo dunque parte attiva nel delineare, attraverso incontri ed iniziative pubbliche, un’ipotesi di lavoro nella quale espliciteremo i punti cardine dello sviluppo di una SPA a capitale misto pubblico privato che realizzi il recupero urbanistico e lo sviluppo economico della Sacelit, il completamento e la gestione del Porto turistico e peschereccio; nonché la valorizzazione di tutte le aree urbane circostanti.

E' ovvio che una simile operazione non può che essere affidata ad un nuovo sindaco e ad una nuova maggioranza e che l’attuale consiglio comunale non possa ormai che limitarsi ad una discussione in cui si confrontano le diverse linee d’indirizzo da dare al futuro Piano d’Area, e in questa discussione Sinistra Democratica sosterrà appunto il progetto della SPA di riqualificazione urbana a capitale misto, pubblico privato.


Luciano Chiappa

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 novembre 2004 - 3123 letture