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Area Sacelit: il futuro sviluppo per la nostra città

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Il Piano d’Area Sacelit proposto dalla Giunta Angeloni è una occasione mancata: la città sta perdendo una preziosa opportunità di sviluppo. Si profila una operazione di scarsissimo significato per la città sia dal lato economico sia da quello urbanistico e architettonico.

da Sinistra Democratica

Giudichiamo sbagliato alla radice l’impostazione data dalla Giunta Angeloni a tutta la vicenda. Abbiamo assistito ad una sorta di trattativa sul “prezzo” al quale l’impresa avrebbe potuto ottenere il piano d’area. Il fatto che i costruttori lo ottengano al 55% piuttosto che al 59% ecc.., può incidere in modo più o meno rilevante sul loro conto economico, ma non sposta di una virgola la sostanza del risultato per la città: sarà un imponente insediamento di miniappartamenti.
A soccombere sono purtroppo le esigenze di sviluppo della città: Senigallia da quest’operazione, di carattere puramente finanziario, trarrà scarsissimi benefici. Con buona pace di tutti coloro che si riempiono la bocca di parole sullo sviluppo e l’occupazione, l’intervento previsto non produrrà un posto di lavoro in più; non si svilupperà alcuna iniziativa economica significativa.

Gli annunci sugli immancabili centri congressi, musei e sale espositive varie, privi d’analisi scientifiche di supporto e fattibilità economico gestionale, sono estemporanee proclamazioni di chi non ha alcun concreto e realizzabile progetto economico per la città.

Siamo fortemente preoccupati: sotto la Giunta Angeloni il territorio della città si va trasformando in una sorta di “piazza borsistica” a cielo aperto; l’economia di rapina sta registrando una forte accelerazione. Soltanto negli ultimi mesi due, tra le più pregiate aree strategiche della città, ex colonie Enel e Sacelit, vengono consumate per operazioni di carattere finanziario speculativo. E ciò è grave perché, anziché scoraggiare, asseconda una tendenza già in atto alla finanziarizzazione del settore turistico e più complessivamente della gia debole economia cittadina.
In pochi continueranno a trarre enormi vantaggi da questo uso sbagliato del territorio mentre un numero crescente di famiglie senigalliesi non sanno come dare un lavoro e una prospettiva stabile ai propri figli. Apriranno altre filiali di banca ma posti di lavoro nuovi non ci saranno.

Questi gravi limiti di fondo incidono negativamente anche dal punto di vista urbanistico. Il Piano infatti non prende in considerazione zone fondamentali come quella della SEP; le opere pubbliche stradali di collegamento con il tessuto urbano circostante, per come sono state annunciate, sono totalmente inadeguate alle esigenze della città. Tra l’altro non è certo come e con quali mezzi potranno essere portate a termini nella loro completezza.

Noi riteniamo che è più che mai urgente una svolta governativa sostanziale nel modo di affrontare le sorti delle aree strategiche della città, capace di inserire il mercato di queste aree nel contesto di un chiara idea di sviluppo economico del comprensorio senigalliese.
Bisogna favorire, con provvedimenti amministrativi coraggiosi e anche creativi, e con le necessarie misure d’adeguamento degli strumenti urbanistici, il capitale di chi intende fare impresa avendo come scopo aziendale la produzione di beni e servizi turistici che creano occupazione e ricchezza sociale. Ciò che il PRG chiama “Polo Turistico “ deve essere veramente tale, non può tradursi nel semplice insediamento di mono o bilocali.
Tutta la partita deve essere riaperta e deve riguardare anche tutta l’area portuale: è necessario avere coraggio e arrivare a determinare soluzioni più avanzate per ottenere un effettivo risultato in termini di sviluppo dell’economia turistica e di crescita dell’occupazione. In questo senso occorre verificare la possibilità di attivare moderne forme di collaborazione giuridica tra pubblico e privato nell'ambito di una più ampia sfera d’intervento.

Noi pensiamo che per superare i gravi limiti del Piano d’Area che propone il sindaco Angeloni, è necessario impegnare pubblico e privato, insieme, a portare a termine un grande progetto di riqualificazione urbana. Un progetto che non si limiti alla sola Sacelit ma coinvolga tutta la zona portuale e le aree circostanti, in modo da mettere in campo una più forte mole di risorse economiche e una più vasta platea di soggetti imprenditoriali interessati, a sviluppare un autentico polo d'attività legate all’economia turistica.

Dal punto di vista politico dunque Sacelit è per noi una cartina di tornasole. Da come ci si pronuncerà su questa pratica si capirà chi veramente vuole portare avanti un progetto economico e di sviluppo della città basato sulla crescita del benessere e della occupazione e chi invece sostiene la politica della giunta Angeloni basata sull’uso puramente finanziario e speculativo del territorio.

Confidiamo nei consiglieri comunali, nelle loro mani è comunque il destino della nostra città. A loro ci appelliamo perché la vicenda Sacelit non sia chiusa in malo modo in ossequio a semplici logiche di schieramento. Non ci si può rassegnare al meno peggio, bisogna dare alla città una chance in più. E’ diritto dovere d’ogni singolo consigliere comunale pretendere che quest’importante area possa essere davvero una significativa occasione di sviluppo per Senigallia.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 novembre 2004 - 1507 letture