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No ai Quad sul Cesano

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Il GSA e il movimento Pro Natura Marche condannano la decisione della provincia di permettere il transito dei Quad nell'alveo del fiume Cesano.

dal Gruppo Società Ambiente
www.gsa-senigallia.it
e da Pro Natura Marche

Mesi fa avevamo già scritto sui “quad” (per chi ancora non lo sapesse i quad sono motocicli a quattro ruote motrici) che scorrazzavano lungo l'alveo del fiume Cesano e in quell'occasione avevamo espresso tutto il nostro disappunto; sinceramente speravamo che la vicenda fosse chiusa e di non doverci ritornare sopra. Purtroppo la risposta della Provincia alla nostra seconda richiesta di chiarimenti, la prima non ha avuto seguito, ci costringe, nostro malgrado, a riparlarne. Quello che non avremmo voluto sapere è che l’Amministrazione Provinciale ha rilasciato una “regolare autorizzazione” a privati cittadini per percorrere l’alveo fluviale con i quad. Non conosciamo tuttavia quali motivazioni abbiano spinto l'Amministrazione ad aggirare la Legge Regionale n. 52 del 1974 che fa divieto di usare mezzi motorizzati in aree naturali, se non per particolari esigenze. Non ci vengono neppure spiegati i termini dell'autorizzazione, se a tempo determinato o indeterminato, le motivazioni della stessa, qual è il tratto di fiume interessato da tale attività e con quanti mezzi.
Non riteniamo, nel contesto generale, il problema dei quad particolarmente rilevante, tuttavia è un piccolo tassello di un mosaico che in scala più vasta disegna un quadro, al di là delle chiacchiere, dei megaconvegni sui fiumi, dei dispendiosi e complicati congressi di Agenda 21 locale, di assoluta insensibilità, incuria e aggressione degli ambienti naturali proprio da parte di quegli enti preposti alla loro tutela.
Oramai piccoli e grandi interessi privati hanno sempre la meglio su interessi collettivi diffusi. Dai condoni edilizi concessi anche in aree protette, al tentativo di smantellamento di istituti di ricerca scomodi, come sta accadendo al prestigioso INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) in questi giorni, alle diverse proposte di legge per allargare le maglie della Legge sulla Caccia, al depotenziamento della funzione delle aree protette con il cambio delle presidenze, fino ad arrivare al livello locale, dove assistiamo ad alleanze trasversali, come nel caso della Provincia di Pesaro e del Comune di Fano, per impedire l’istituzione del parco regionale fluviale nel basso corso del Metauro, fino ai quad.
Per ritornare ai quad, come farà ora l’Amministrazione Provinciale, visto che ha concesso una autorizzazione, a negare ad altri richiedenti di utilizzare queste inutili moto a quattro ruote per scorrazzare su un prato di montagna o all’interno di un bosco? A questo punto suggeriremmo di promuovere con queste moto qualche bella gara sui prati del M.Catria o del M. Strega e perché no, di usarle nella caccia al cinghiale tra i boschi dei nostri Appennini.
Ma forse a qualcuno è venuto già in mente e ha già inoltrato una “legittima” richiesta.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 ottobre 2004 - 2055 letture