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Un Festival Celtico per Senigallia

8' di lettura
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I Celti... sono abbastanza di moda... chi erano costoro?
E' un po' curioso notare che con tutto il revival che c'e' stato in Europa e in Italia nell'ultimo decennio sulla cultura celtica, la musica irish, i pubs in chiave gaelica e cosi' via, una localita' turistica e storica chiave come Senigallia - nel cui nome sta il presagio delle sue origini e il sentore della sua natura, cioe' di importante capitale gallica per l'epoca, della famosa tribu' dei Senoni ("nomen, omen" dicevano i latini) - continui a crogiolarsi nelle sue estati in assoluta e assolata ignoranza e ignavia.

da Andrea Greganti

Gli intenditori "druidici" direbbero: quanti solstizi sprecati!
Pensare che dai Senoni proveniva il celebre capo Brenno, che nella fama dei secoli gallici e' secondo solo a Vercingetorige (cosi' scrivono almeno i cultori della materia!).
Ci si e' per ora limitati - anche se e' gia' qualcosa - a dei simpatici posters pubblicitari della citta' con la benedizione di Asterix e Obelix di Goscinny e Uderzo.
I due esclamano: "Vulen anda' a funda' 'na citta' bella, vdrai che c'e' un bel mar e nun se sbaja, ..sai come la chiamerem? Snigaja".
E sembra magari una cavolata, ma gli studiosi affermano che nel dialetto senigalliese esistono a tutt'oggi chiare tracce di origine celtica, e questo seriamente.
Tutta la storiografia del ramo colloca Sena Gallica con rilievo degno di una Lutetia dell'Adriatico.



Alberto Angela la cita come paradigma della gallicita' italica, culla della presenza celtica, estrema punta litoranea della penetrazione orientale di quella cultura e di quelle vaste ed evolute tribu' che discendendo la "Protoflaminia" - che passava per Camerino o giu' di li'- arrivarono a insidiare Roma (all'Esino i Celti si stopparono perche' li' invece si scontrarono pare addirittura con i Siculi, che saranno stati probabilmente provenienti dalla Magna Grecia).
Gli storici romani scrissero che le popolazioni celtiche che Roma dovette affrontare e debellare una per una, per finirle ed assimilarle poi con Giulio Cesare nelle Gallie, e Claudio in Britannia, erano cosi' evolute per civilta' e per tecnologia e maestria militare che se fossero state unite sarebbero state invincibili.
Si narra che Roma per consolidare la conquista delle vallate a nord dell'Esino dovette poi abbassarsi, per la valentia e l'orgoglio dei guerrieri Senoni e della loro civilta', a un vero e proprio genocidio, con il completo sterminio degli uomini e la riduzione in schiavitu' di donne e bambini.
Costoro sono quindi stati dei tosti.
Onore! Senigallia poi, prima di essere urbinate e papalina, conobbe il sacco di Alarico, che ristrutturo' a modo suo l'area del Politeama Rossini distruggendovi l'antica Basilica.
L'ultima fama di Sena Gallica nell'alto medioevo le viene dalla citazione della "più importante battaglia navale in 500 anni dalla battaglia di Azio" cioe' nel 550 circa dopo Cristo, durante la guerra greco-gotica, quando al largo della citta' 50 dromoni bizantini affondarano altrettante navi della flotta di Totila.
E' una flotta fantasma che si dice giaccia forse ancora diverse miglia al largo...
Tutta questa premessa fa ridere i polli per livello di scopiazzatura, e non e' quindi volta a far della cultura da quattro soldi, ma solo a rivendicare un po' - in chiave moderna e da evento culturale e turistico - la fama di una citta' antica, anzi arcaica e un po' leggendaria addirittura, e si spera quindi anche di tradizioni e credenziali abbastanza qualificate e nobili per la bisogna.
La bisogna e' presto detta: un festival celtico!



Di feste celtiche se ne fanno una miriade in giro, e Senigallia sembra essere rimasta fin troppo indietro in materia, date le sue chiare origini e quindi lo spreco di rèclame che gia' si porta gratis dietro, col suo nome.
Argenta e' una localita' del ferrarese, vicina alla Rocca di Alfonsine, ove Ludovico Ariosto fu comandante di presidio per un periodo.
In quella zona sono quindi ricchi di fantasia e di ironia, e mezzo pazzi per tradizione, come Orlando il paladino.
La zona deve essere stata a mezzo tra Senoni e Galli Boi, alle cui boiate gli argentani devono essersi ispirati.
Hanno il vantaggio di aver tempo fa bonificato due grosse casse di espansione del fiume Reno, con il risultato di trovarsi un'area verde enorme, che e' sia oasi naturalistica che, nella tutela di una fascia di rispetto ambientale e faunistica, un anfiteatro e un parcheggio per uno dei piu' grossi happenings casinistici all'aperto che esistano.
Si tratta della grande festa celtica biennale (la prossima e' prevista nel 2005 e quindi almeno un anno si' e uno no Senigallia potrebbe provare ad approfittarsene) all'insegna di "Trigallia", fantasmagorico portale di cultura celtica e associazione nata nel 1998 (l'iscrizione costa solo 5 euro), a seguito di un boom di entusiasmo collettivo dopo un primo festival campestre in tema di grande successo.
Ogni due anni fanno festa per 9 giorni, con musica celtica, country irlandese e scozzese (quello tradizionale inglese e' comunque identico), ballate bretoni e cantabriche, impianto di attendamenti, falo', porchette, rituali "druidici" (piu' o meno), mascherate con elmi gallo-vichinghi, sfilate di tutte le "tribu'" (Insubri, Boi, Senoni, da Torino, Gallarate, Ferrara, e tutto il centro-nord Italia) battaglie con "romani" altrettanto fuori di testa, birra e sidro a fiumi (che dopo bivaccano meglio, e non guidano).
C'e' molta cultura e divertimento. L'allegria, dato il livello demenziale della mascherata, e' tanta.
C'e' poca Padania e Lega Nord, ma piuttosto molto casino, e musica internazionale.
Non mancano delegazioni di "tribu'" europee varie, che si possono immaginare...
Ricordiamoci inoltre della vicina e rivale Fano, che da anni nel contesto piu' o meno del Carnevale dell'Adriatico estivo organizza feste "anticlericali" e "la Fano dei Cesari", con mascherate generali, e quindi anche li' quanto piu' possa esserci di "pagano".
Anche Senigallia potrebbe quindi concorrere a questi cospicui bailammes, se si volesse.
Giugno, con un occhio anche alle necessita' "rituali" del solstizio, potrebbe essere il mese ideale per una manifestazione del genere, perche' cosi' si rivitalizzarebbe un mese propedeutico alla stagione estiva piena e si potrebbe avere il maggior effetto trainante pubblicitario per il turismo di luglio e agosto.
Non si interferirebbe inoltre, eventualmente, se si riuscisse a partire, con un happening eccezionale e gia' consacrato come il Grande "Summer Jamboree", che e' gia' il piu' grande apparato possibile per l'alta stagione senigalliese, e comunque non ci sarebbe duplicazione, visti i duemila anni di differenza "culturale"...
Esisterebbero forse gia' due siti eccezionali a Senigallia e dintorni in cui ubicare il tutto.
Ambedue con gran querce e roveri, che ai Druidi non possonono mancare.
Uno sarebbe gia' attrezzato e probabilmente molto disponibile, dato che ha gia' ospitato raduni di bikers (di bikers "celtici", che magari sono poi gli stessi del "Jamboree", come si puo' immaginare ce n'e' un fottio..), ossia l'Osteria sul Lago (appena fuori dai confini senigalliesi pero'), in territorio di Castelcolonna, alla confluenza dei comuni di Senigallia e Monterado, nello splendido lato senigalliese della valle del Cesano, quasi romita e spopolata rispetto al versante di Mondolfo. Li' vicino c'e' anche pero' il canile municipale di Castlelcolonna, e, nel caso, si dovrebbe per forza organizzare anche una campagna di adozione di cuccioli, che comunque non guasterebbe con lo spirito di tanti sderenati amanti degli animali, nonche' conciati da loro simili, che interverrebbero.
L'altro, in pieno territorio senigalliese, sarebbe anche piu' eccezionale per orografia e coreografia, ossia le Cave di San Gaudenzio, di proprieta' privata anch'esse per la maggior parte credo, e forse solo in parte agibili per accessi e sicurezza, anche in quanto da tempo abbandonate.
Se si potesse pero' ottenere una qualche concessione temporanea dalla proprieta' (naturalmente nel rispetto di ogni diversa pienamente autonoma volonta' ed esigenza) e le necessarie autorizzazioni delle autorita' pubbliche, il luogo, debitamente illuminato nelle ore serali, potrebbe essere incredibilmente d'effetto.



Nulla vieta che ad un eventuale associazione promotrice non vengano in mente altre potenziali sedi, o possano essere ambite tutt'e due, o quant'altro.
Il festival di Argenta-Trigallia e' egidato e sponsorizzato da una miriade di Enti pubblici territoriali, banche, aziende, ecc., e questo e' successo in pochi anni.
Senza nulla togliere a progetti pilota e dedicazioni finanziarie pubbliche a livello di Comuni, Province e Regione Marche per nuove iniziative ambientali e la realizzazione e la tutela di aree naturalistiche, per cui anche Senigallia ha già ottenuto fondi proporzionali, non si potrebbe provare a proporre anche una specie di parco culturale locale a tema celtico?
E' difficile credere che, se ben realizzato non sarebbe un successo.
Ricordiamoci che i Senoni nelle Marche erano presenti e furono radicati abbastanza a lungo da Pesaro a Fabriano.
Senigallia ne e' stata la grande capitale.
Si può del resto credere che la città potrebbe essere abbastanza soddisfatta, per riscoprire le sue radici, della più semplice realizzazione di un museo tematico sull'era dei ghetti, con una bella riproduzione in plastico del luogo ove ora si apre lo slargo alberato di Piazza Simoncelli (se le formae urbis pervenuteci lo consentono), piuttosto che assistere alla reale ricostruzione artificiosa e in scala naturale di un ghetto medioevale (che per adesso sta solo nei progetti urbanistici di un conservatorista geniale e "falsario", come lui stesso ama definirsi).
Sena Gallica invece, per una settimana all'anno, potremmo ricostruirla "vera", con la gente.
La discendenza sarebbe dubbia, ma il filo logico, il divertimento, e le comunanze "gallico-tribali", in chiave paneuropea e oltre magari, nonchè romanistico-laziale che' anche di loro esistono eredi, potrebbero essere tante!
Il logo eventuale sarebbe importante.
Trigallia non si potrebbe usare per non copiare.
Qualcuno potrebbe pensarci, ma al limite anche SeniGallia potrebbe andar bene, dato che come marchio esiste da molto.

In attesa che qualcuno ci insegni i rudimenti del celtico (copiato magari dal klingon, che fara' lo stesso).. si saluta piu' all'indietro di quanto si sappia fare dai senigalliesi moderni.

Valete, Cives!

Visita il sito di Trigallia

Il programma della festa per il 2005

Le foto della festa

Le foto della battaglia


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 ottobre 2004 - 8505 letture