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L'Api fa pressione con il ricatto della cassintegrazione

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il Vicedirettore dell’API, Ing. Cleri, di recente ha affermato che: "(…) è ovvio che se non riusciamo a rientrare nella disponibilità degli impianti si va verso il blocco della produzione (…)".
Siamo in presenza dell’ennesima condizione posta dalla dirigenza API di fronte alle necessità della Magistratura o delle Amministrazioni a svolgere tutte le azioni necessarie per la tutela della sicurezza, dell’ambiente e dei diritti dell’uomo.

dal Comitato del 25 Agosto
www.comitati-cittadini.net


Le affermazioni dell’Ing. Cleri sono una pressione indebita e gravissima nei confronti della Magistratura la quale, di fronte a possibili responsabilità degli stessi dirigenti dell’API, non poteva che adottare, secondo il nostro modesto avviso, il provvedimento di sequestro.

Il nocciolo della questione è capire l’obbiettivo reale della Dirigenza API: a nostro avviso il suo scopo non è la salvaguardia dei posti di lavoro bensì la salvaguardia dei propri livelli di utili anche in presenza e nella necessità di accertamenti giudiziari circa le eventuali responsabilità nei due incidenti dell’8 Settembre e del 14 Ottobre. Per perseguire tale scopo viene usato lo “spauracchio” della perdita dei posti di lavoro ! Questo, secondo noi, è un comportamento inaccettabile e ci rammarichiamo che ancora una volta i Sindacati dei lavoratori non prendano posizione contro tale logica, ma, anzi “suonino la grancassa” aziendale sul pericolo occupazionale connesso al sequestro degli impianti.

Come si smonta la logica sequestro/cassa integrazione

In primo luogo va rilevato che il sequestro da parte della Magistratura ha una durata limitata nel tempo, in dipendenza delle indagini.

L’API afferma che, permanendo il sequestro degli impianti, ha scorte di scarti del petrolio (tar) per dieci/quindici giorni. Poi non ci sarebbe più combustibile per la centrale elettrica IGCC.

Ma la centrale elettrica IGCC marcia anche a gasolio!

Lo avrebbero affermato ieri, ai quotidiani, i Dirigenti dell’API, ma soprattutto è scritto nella Relazione di “Prima Analisi di funzionamento ed affidabilità dell’impianto IGCC di Falconara M.ma” redatta dalla Commissione Super Partes nominata dal Ministero dell’Ambiente, laddove la Commissione ha analizzato i malfunzionamenti emersi (paragrafo 2.4.1 pag. 16).

La produzione di gasolio non è inficiata dal sequestro della Magistratura!

Infatti pur essendo sotto sequestro il Vaccum 1 ed il Visbreacking il gasolio viene distillato dall’impianto Topping!
Ed inoltre ci sono le quantità di gasolio stoccate nei serbatoi.

Il problema è che i Sindacati dei lavoratori devono decidersi se difendere i lavoratori e avanzare una richiesta simile oppure continuare ad appoggiare le tesi aziendali.
Le ultime dichiarazioni provenienti da fonti sindacali ci fanno preoccupare moltissimo per la confusione che ingenerano nella cittadinanza.
Infatti è stato dichiarato: "Se per allora la situazione non si sarà sbloccata riferisce Daniele Paolinelli della Cisl l’azienda potrebbe decidere di ridurre il numero di addetti, non ci sarebbe lavoro per tutti con la manutenzione in dirittura d’arrivo ed l’Igcc a corto di scorte".

Nel caso specifico, a nostro modo di vedere, tirare in ballo la manutenzione è semplicemente fuorviante poiché non si è mai sentito da nessuna parte che le operazioni delle manutenzioni in raffineria possono determinare una riduzione, seppur momentanea, dell’occupazione!

E la regione cosa dice?

Ci dica qual è la forza del formidabile Protocollo di Intesa stipulato con l’API quando quest’ultima, messa alle strette dalle sue stesse responsabilità in termini di sicurezza, decide di giocare duro con l’argomentazione dei licenziamenti o della cassa integrazione!
Siamo sicuri che Regione Marche e raffineria API si risiederanno di fronte ad un tavolo e di fronte allo stesso Protocollo di Intesa, per verificarlo …
Soltanto dopo che l'Api avrà opportunamente spaventato ed impaurito lavoratori, cittadinanza, amministratori ed autorità con il paventato blocco della produzione e dell'occupazione!






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 ottobre 2004 - 1554 letture

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