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Ho imparato i trucchi alla corte di Bill Clinton

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Come ogni azienda che si rispetti nel campo delle attività relazionali, anche la Game Managers & Partners cita opportunamente le sue migliori referenze.

da Andrea Greganti

Come ogni azienda che si rispetti nel campo delle attività relazionali, anche la Game Managers & Partners (la societa' milanese, animata dal Prof. Marco Marturano, alla quale il Comune di Senigallia si è rivolto per una partnership di consulenza sulle tendenze dell'opinione pubblica locale, a fini di maggior consenso) cita opportunamente le sue migliori referenze.
Riprendendo la prosa della presentazione GM & P - che promuovendo i propri servizi è naturalmente in chiave di linguaggio da agenzia di advertising - si riscontrano diversi punti di interesse che possono contribuire a far comprendere meglio il contesto della nuova specialità professionale dei Public Consultants, disciplina ormai diffusa anche in Italia.
Visto che l'attuale fase di interviste dirette da parte dei funzionari della società riguarda 600 concittadini, ogni curiosità in merito è lecita e motivata, anche per l'immagine di "Spin doctor" di Bill Clinton che il Prof. Marturano si porta dietro dalla campagna presidenziale americana del 1996, quando lo specialista era ancora un giovane studioso.

Quanto segue è testuale da presentazione GM&P.
Chi volesse può approfondire può farlo qui qui.

GM&P e i suoi partners hanno giocato e giocano, tra gli altri con i Comuni di Padova, Alessandria, Buccinasco, Desio, Barletta, Varedo, Cesano Maderno, Verona, Milano..
GM&P è prima di tutto una squadra di professionisti che ha scelto di essere formata da giocatori e non da pompieri. Giocatori che non scelgono mai un campo neutro, ma entrano direttamente in partita, sul terreno del cliente. Giocatori che rischiano con lui per vincere l'incontro e il campionato...
Padova, Milano e le altre vittorie di GM&P al primo turno delle elezioni.. Penati a Milano, Brivio a Lecco, Scaramal a Biella, per GM&P e' il 100% di successi...
(Dalla lunga intervista: "Politica, scacchi, fumetti e tarantella" di Antonella Bersani, PUNTOCOM , 2004.07.05 - la data e' scritta all'anglomericana - 07 corrisponde al mese di luglio.)
"Io guardo alla persona, alle sue caratteristiche personali. Si tratta di un'altra lezione americana: all'inizio mai concentrarsi sul vincere, ma valutare se il candidato sia "eleggibile" ovvero meritevole di vincere. Un bel concetto, ma che in Italia spesso sfugge, vittima della visione stereotipata che abbiamo delle elezioni Usa. Invece c'e' molto di buono da importare, perche' quando gli italiani hanno capito la lezione la sanno applicare molto meglio".
(L'intervista e' connotata da molte note - anche "di colore" come proprio del contesto giornalistico - tutte enfatiche e positive nei confronti dello specialista, che pero' non e' opportuno citare, sia per brevita' sia perche' estratte dal contesto potrebbero ingenerare equivoci di manipolazioni volute in chiave ultra-pubblicitaria, o in senso contrario..)
(Dalla breve intervista: "Ho imparato i trucchi alla corte di Bill Clinton" di Cristina D'Antonio e Paola Pignatelli, Corriere Lavoro, 2001.03.16 - data angloamericana. Il virgolettato e' come da testo.)
«Ho imparato i trucchi alla corte di Bill Clinton» Negli Stati Uniti un consulente politico guadagna tremila dollari al giorno. Facendo un semplice calcolo, circa sei milioni di lire. In Italia la cifra si ridimensiona molto: si portano a casa un milione e mezzo, al massimo due milioni al giorno». Tenere per mano il candidato, insomma, rende di più per chi lavora Oltreoceano. Lo sa bene Marco Marturano, 33 anni, che nel ' 96 è stato membro dello staff di consulenti di Bill Clinton per le presidenziali. Anche se, da buon professionista legato alla sua terra d' origine, Marturano non disdegna lavorare in Italia. Anzi. Di recente ha firmato la campagna elettorale dell' attuale sindaco di Padova, Giustina Destro ( eletta nelle file del Polo). Non solo. Marturano è un consulente politico a tutto tondo. Formazione compresa. Fa il professore di Giornalismo politico alla facoltà di Scienze della comunicazione dello Iulm, istituto universitario di Milano. E, nella stessa città, coordina il master in Comunicazione pubblica e politica che viene proposto all'Istituto superiore di comunicazione.
Insomma, è uno che la sa davvero lunga. Ma quando gli si chiede qual è la «formula magica» che garantisce il successo in una campagna elettorale, allora alza le spalle. «In realtà non esistono vere e proprie tecniche codificate da mettere in atto con rigore scientifico - ammette Marco Marturano -. Non c' è una ricetta universale, per chi si dedica a questo lavoro. Qu ello che serve è la capacità di analisi del contesto in cui ci si trova e delle singole persone. Bisogna studiare a fondo l' avversario, per poter valorizzare i punti forti del candidato. Di conseguenza è facile intuire che le variabili di cui è necessario tenere conto per fare un buon lavoro sono davvero infinite».


Il contesto e' indubbiamente molto convincente e gli "atouts" del giovane Professore sembrano indubbiamente molto validi, suffragati come sono, in più, dall'entusiasmo con il quale si presenta ai suoi intervistatori e la carica con la quale elenca le proprie motivazioni e i suoi successi.
L'impressione che dà di sé e dei suoi collaboratori è quella di moderni professionisti e di abili operatori ad alto livello della comunicazione sociale e politica. Su questo ci sono pochi dubbi.
In più, in un contesto politico locale di maggioranze comunali composite, soprattutto negli ultimi anni, un ricorso a una qualche veste di consulente di opinione e di "Arbiter Elegantiarum" alla Petronio - quello di "Quo Vadis?" - per far meglio risaltare le figure partitiche di maggior rilievo e seguito potenziali e la squadra politica plausibilmente vincente, non guasta.
Gli esiti futuri potrebbero davvero essere, perché no, (anche se in questa sede e in questo momento non è peraltro opportuno mettere limiti alla Provvidenza) anche in chiave di continuità amministrativa, se l'operato degli attuali Sindaco e Giunta lo meriterà, e gli elettori senigalliesi sapranno riconoscerlo...
Da un lato però dispiacerà un pò ai senigalliesi (ma è un problema che tocca tutti gli italiani..) che le accanite contrapposizioni ideologiche regalateci dal sistema maggioritario per le elezioni politiche si riverberino anche in un più contrastato e difficile consenso a livello della gestione corrente degli enti locali e delle consultazioni amministrative.
Almeno in questo senso, come non rimpiangere un pò il vecchio e ormai abbastanza decaduto sistema del consenso che si creava anche a livello della base partitica, quando la politica era più semplice e la partecipazione, l'attivismo e la più o meno intensa militanza di iscritti e simpatizzanti erano più sentiti?

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 ottobre 2004 - 3085 letture