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La centralina alla Penna ci farà perdere la bandiera blu

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Si continua a parlare di imminente reintroduzione di targhe alterne, con Regione, e Provincia di Ancona in particolare, in prima linea contro le PM10. Vale a dire le polveri sottili, il particolato, la fuliggine...

da Andrea Greganti


Per l'anconitano, come già per la passata esperienza stagionale, non e' stata comunicata alcuna isposizione (il pesarese come noto e' stato piu' accorto..) circa attivazione di bollino blu attestante la rilevazione della soglia ammessa dei gas di scarico dei veicoli, in linea con normative di riferimento, e riconoscimento delle officine autorizzate in argomento (come da tempo si è invece fatto a Pesaro, Fano e altri fortunati "discoli" dell'oltreCesano).
Non solo, la stampa riporta che il bollino blu nell'anconitano "non sarà un viatico" per circolare comunque nei giorni a targa pari o dispari.
Eppure il sito della Regione Marche, con comunicato del recente 14 settembre, continua a reiterare la validità della franchigia dai blocchi (come già dal mai abbastanza noto "Accordo tra le Province" marchigiane in merito del febbraio scorso che già abbiamo divulgato su Vivere Senigallia) per i possessori dell'ormai - a questo punto - fantomatico e famigerato bollino.
Ma non è che per essere in regola magari ci basta l'anello al naso che evidentemente ci rende già tanto riconoscibili agli occhi dei nostri valenti amministratori locali, non solo e non tanto di città ma anche di hinterland esteso, visto il notorio mal comune, o Mal Comune che dir si voglia, che ci intruppa!?
A Senigallia l'unica centralina di rilevazione dell'inquinamento dell'aria è stata posta nel punto oggettivamente più inquinato della città (in compagnia con l'incrocio dell'Ospedale), senza rispettare neanche i 25 metri di distanza dell'incrocio che diverse determinazioni tecniche in materia raccomandano. Non si pensa neanche a uno spostamento e/o all'attivazione di altre centraline in zone più "mediane", come quasi tutti i comuni di medie dimensioni fanno, il piu' delle volte in qualche giardino pubblico.
Contrariamente alle logiche indicazioni provenienti dalla più organizzata Emilia-Romagna, la stazione di rilevamento della qualità dell'aria presente a Senigallia e' di tipo "C", e non dei piu' logici "A" o "B", ossia non e' indicativa del livello di inquinamento locale perche' NON RAPPRESENTATIVA, ma di valore unicamente limitato al punto di prelievo!
Un'analisi più sobria e meditata della reale qualità media dell'aria senigalliese, sommata a misure nel medio periodo per limitare le polveri da diesel, tecnologicamente e senza blocchi - darebbe un quadro più mirato e congruo delle misure locali in materia e della buona volontà del Municipio, senza lassismi e indulgenze ma, perche' no, anche senza allarmismi e panico ingiustificato.
Cosa si aspetta?
È vero che tra un pò la crisi dell'energia prossima ventura potrebbe rendere superate le normali vicende dell'esistenza quotidiana a cui siamo abituati, che fanno parte del nostro benessere materiale consolidato e anche dei nostri schemi psicologici...
Ma, nel frattempo, se vogliamo forzatamente continuare ad attribuire a Senigallia parametri così inquinati, abbiamo tanta fretta di decadere - anche agli occhi dei turisti - dalla patente di vivibilita' complessiva e buona qualità delle acque marine che la nostra città regolarmente ottiene con la (immeritata ormai?) ambita "Bandiera Blu"?
Rimarranno a Senigallia solo i bollini blu delle banane, dai fruttivendoli?
La città ne sarà angosciata... I turisti pure.
Per cosa?





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 13 ottobre 2004 - 1937 letture

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