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Più chilometri per gli autobus a Senigallia

3' di lettura
2026
EV

Li chiede Paola Martinelli del Patto per Senigallia per recuperare uno svantaggio che Senigallia ha accumulato negli anni rispetto ad altre città della provincia.

da Paola Martinelli
Consigliere comunale Patto per Senigallia

In relazione all'articolo pubblicato oggi dal Corriere Adriatico sull'Odissea per il bus che non c'è torno ad esprimermi sull'argomento, dato che la risposta da parte dell'Aniministrazione è stata molto vaga e del tipo "io speriamo che me la cavo!" Il problema fondamentale per migliorare e rendere efficiente il servizio di trasporto pubblico, cioè farlo funzionare veramente come alternativo all'uso del mezzo privato, è l'aumento del finanziamento regionale in termini di assegnazione di chilometraggio totale al nostro comune; è vero infatti che Senigallia da questo punto di viste è una Cenerentola rispetto ad altri centri della stessa provincia con minor numero di abitanti.
Le cause di ciò risalgono a circa trenta anni fa, quando l'amministrazione di allora non chiese quanto necessario e dovette poi accontentarsi di ciò che gli venne comunque assegnato e cioè un chilometraggio assai inferiore alle necessità del nostro temtorio, a differenza di altre della stessa provincia che seppero adeguarlo, in modo assai più vantaggioso, alle necessità del proprio e quindi dei propri cittadini. Le amministrazioni successive non fecero nulla per cambiare lo stato di cose, anche qui a differenza di altri comuni e il sistema è oggi del tutto insufficiente, oltre che quasi inutile.
È di questo periodo la riassegnazione dei chilometraggi e Senigallia, già fortemente penalizzata come sopra detto, avrebbe tutto il diritto di vedersi riconosciuto ciò che le spetta per le esigenze dei cittadini, per il miglioramieiato del traffico e per la diminuzione dell'inquinamento ad esso collegato.
Quale è stata l'azione messa in campo da questa giunta dall'inizio del mandato ad oggi con quale energia ha fatto giungere le sue richieste, se non ha mai minimamente chiesto la partecipazione dei cittadini al problema, che inoltre non ha mai collegato alla politica tanto sbandierata della diminuzione delle polveri sottili?
Si continua così ad accontentarsi di un trasporto cosiddetto extraurbano, che serve in modo del tutto insufficiente zone urbane a tutti gli effetti e a limitare i collegamenti per i quartieri delle direttrici ovest con una circolare: i cittadini di BorgoMolino , Borgo Ribeca, Borgo Catena etc. sono costretti a non rinunciare all'auto privata se vogliono raggiungere il centro. E non mi si dica che possono andare a piedi o girare in bicicletta, dato che età, condizioni ambientali e tempi non possono permettere a tutti di seguire il consiglio ambientalista. Il miglioramento inoltre del rapporto costo/utilizo e strettamente legato alla appetibilità del mezzo pubblico rispetto a quello privato e ciò non può essere ottenuto semplicemente con imposizioni e divieti che, anzi, creano solo disagi e irritazione.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 ottobre 2004 - 2026 letture