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L'altra metà di Senigallia: non solo mezza canaja

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Ossia l'altra meta' del "Mezza Canaja", vale a dire la "Mezza Ebrea".
In fondo fa parte anch'essa del piccolo orgoglio di essere senigalliesi.

da Andrea Greganti

A margine del recente convegno degli istriano-dalmati (con contestazione a Fini di Mezza-Canaja ecc.), invio un collegamento a un intervento di Livio Senigalliesi, reporter e giornalista milanese di chiare origini "nostrane" (per quanto lontane), relativo al famigerato campo di sterminio croato di Jasenovac, durante la II guerra mondiale.
Il libro più documentato in argomento è comunque "Genocidio nella Croazia satellite" di Edmond Paris.
La tragedia riguardò lì peraltro serbi, israeliti e gitani, ma il breve riscontro di Senigalliesi dà l'idea del contesto "balcanico" (ossia di difficile convivenza di etnie, confessioni e ideologie) di odio e di ferocia che di riflesso toccò anche gli italiani delle zone litorali.
Vorrei qui ricordare una costituente della vita e della tradizione cittadina senigalliese che - anche se abbastanza esigua numericamente e sempre molto discreta - forse troppo spesso si tende a dimenticare.
Ossia l'altra meta' del "Mezza Canaja", vale a dire la "Mezza Ebrea".
In fondo fa parte anch'essa del piccolo orgoglio di essere senigalliesi, come capita agli australiani per il loro ostentato retaggio da galeotti e reietti, e come si condivide abbastanza più apertamente per altre città e cittadine in parte anch'esse di tradizione e di cultura ebraica, come Venezia, Ferrara, Cento, Ancona ecc.
Il Comune aveva peraltro sponsorizzato le serate di musica "Kletzmer" ora passate ad Ancona. Non si potrebbe recuperare l'iniziativa tutte le estati, compatibilmente con le disponibilità di bilancio?

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 ottobre 2004 - 2313 letture