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Una proposta di legge per tutelare la piccola fauna

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Nonostante molti gruppi faunistici appartenenti alla cosiddetta “fauna minore” (anfibi, rettili, piccoli mammiferi, invertebrati, ecc.) rappresentino al giorno d’oggi dei validissimi “sensori ambientali”, tanto da essere considerati a livello internazionale come indicatori biologici dello stato di salute di un ecosistema, nella nostra regione non esiste ancora una specifica normativa che ne tuteli l’habitat ed il ciclo biologico.

da David Fiacchini
dr.fiacchini@libero.it

Ululoni, salamandre pezzate, geotritoni, coronelle, libellule, granchi e gamberi di fiume, tanto per citare solamente alcune tra le più importanti specie localizzate in pochissime aree all’interno del territorio regionale, non godono a tutt’oggi di nessun provvedimento di protezione. Eppure, anche ai sensi della Direttiva CEE 92/43 “Habitat” (recepita in Italia con il DPR n. 357/1997 e con il susseguente DPR n. 120/2003), la fauna eteroterma ed i biotopi d’acqua dolce (come stagni e ruscelli) - di importanza strategica per il multiforme mondo della piccola fauna - sono da considerarsi a rischio di scomparsa o, nella migliore delle ipotesi, in uno stato di salute tutt’altro che buono.

Ciò, ovviamente, può e deve essere considerato come un campanello d'allarme per l'uomo, poichè un ambiente inquinato o malsano non provoca solo la scomparsa delle specie animali e vegetali .... ma anche danni fisici e biologici (e oggi sappiamo bene quante e quali patologie sono legate all'inquinamento di aria, acqua e suolo).

Per questo nel 2001 un gruppo di biologi e naturalisti volontari, contemporaneamente all’avvio di una campagna di sensibilizzazione sulle tematiche relative alla fauna eteroterma, ha presentato al Servizio Tutela e Risanamento Ambientale della Regione Marche un’ipotesi di proposta di legge per la tutela e la conservazione della piccola fauna regionale. Questa proposta si basa su di un’analoga iniziativa andata a buon fine una decina di anni fa in altre regioni italiane (Abruzzo, Molise, Toscana) e che purtroppo nella Regione Marche, una delle poche in Italia ancora oggi senza una specifica legge sulla piccola fauna, non ha ancora trovato i necessari consensi o la giusta considerazione da parte di tecnici, amministratori e politici. A tutt'oggi, peraltro, non si sono avuti commenti neanche all'interno del partito dei Verdi (notoriamente più vicino alle tematiche ambientali), mentre speriamo che quanto prima inizi una sera e costruttiva discussione sul tema.

La proposta di legge “Norme per la tutela e la conservazione della piccola fauna marchigiana” si articola, nella sua stesura originaria, in 15 punti e prevede l’istituzione di un coordinamento scientifico regionale che si occupi in maniera esplicita delle problematiche di conservazione di Anfibi, Rettili, piccoli Mammiferi e Invertebrati; particolare attenzione viene data soprattutto al problema dell’investimento su strade trafficate, dove l’infrastruttura viaria va a coincidere con le principali rotte migratorie o di spostamento della fauna terragnola.

Nelle scorse settimane i promotori dell'iniziativa hanno diffuso tra alcune associazioni naturalistiche una lettera-petizione che entro fine anno sarà consegnata, con le firme raccolte, come “sollecito” all’Assessorato Ambiente ed al Presidente della Giunta Regionale. Ovviamente ci si aspetta una "grande" adesione all'iniziativa, che riguarda tutti indistintamente perchè mette in primo piano la salute del nostro ambiente di vita e la tutela di animali a torto considerati "minori".

Chiunque volesse avere maggiori informazioni può mettersi in contatto con David Fiacchini (071.965365 – dr.fiacchini@libero.it) o scaricare il modulo collegandosi al sito web:

Petizione Popolare

La piccola fauna delle Marche ringrazia!


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 settembre 2004 - 2135 letture