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Nessuno si azzardi a tenere disinformata la cittadinanza!

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L’incendio dell’8 Settembre condanna inequivocabilmente le velleità di tutti coloro, Regione Marche in testa, che credono di poter rendere sicura la raffineria API per chi ci lavora e per l’intera città di Falconara.

dal Comitato del 25 Agosto

E’ una raffineria che si è pericolosamente avvicinata a cento metri dalla città di Falconara e, dunque, le conseguenze e le evoluzioni di un incidente al suo interno sono imponderabili.

Abbiamo più volte e pubblicamente sostenuto la inaffidabilità della Dirigenza dell’API nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e delle Istituzioni.
Le omissioni indicate negli anni nei documenti dei Vigili del Fuoco, del Servizio Risanamento e Tutela Ambientale della Regione e dell’ARPAM non ci possono far sentire sicuri sulla conduzione di una industria ad alto rischio di incidente rilevante.
Ma la Regione Marche e tutti i Consiglieri regionali che hanno votato il rinnovo della concessione probabilmente hanno la memoria corta.

Noi diciamo che un altro morto e 3 feriti tra i lavoratori sono dei costi umani inaccettabili e per far emergere la verità, impedire sottovalutazioni da parte di chichessia ci batteremo in tutte le sedi opportune.

Intanto ribadiamo che la popolazione, svegliata dagli scoppi alle 07,15, non è stata informata sui comportamenti da adottare fino alle ore 09,05 dell’8 Settembre. Il Sig. Sindaco di Falconara ci ha informato che "la Raffineria non ha ritenuto informare il Comune dell’incidente, impedendo, quindi, una attivazione immediata del Piano di Emergenza esterno".
Da questo punto di vista testimoniamo che neanche la sirena di allarme della raffineria è stata attivata mentre una pioggia di detriti e gocce bituminose cadeva fino a Falconara Alta, a circa 2.000 metri dall’incendio!
Abbiamo raccolto tutto questo materiale e i cittadini sono pronti a testimoniare.
Di chi è la responsabilità della mancata informazione del Comune di Falconara quando le dense e polverose nuvole dei fumi della combustione si sono abbassate sulle zone abitate?
Di chi è la responsabilità della mancata attivazione di una parte del Piano di Emergenza Esterno?
Come mai la Protezione Civile invitava a rimanere in casa a causa dei fumi mentre il Prefetto ha dichiarato che gli stessi fumi non erano tossici?
E’ sufficiente guardare le foto che sono pubblicate sul nostro sito del Comitato del 25 Agosto per valutare che quei fumi sono ricaduti a terra e, con essi, polveri sottili!

In queste ore, infine, la spiaggia di Falconara è invasa da grosse “zolle” bituminose che sono state sospinte dal mare. Le faremo analizzare a nostri laboratori di fiducia, ma intanto vogliamo che sia resa pubblica la provenienza di quel bitume che ammorba la sabbia della spiaggia di Falconara.
Vogliamo sapere se proviene dalla grande quantità di bitume sversato nella zona dell’incidente e se sia stato trasportato in mare dai fossi interni alla raffineria API.

Per questo Lunedì 13 Settembre alle ore 21,00 si svolgerà un presidio/fiaccolata in P.zza Mazzini a cui sono invitati tutti i cittadini che hanno a cuore salute ed ambiente.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 settembre 2004 - 1724 letture