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Api: un complesso industriale incompatibile

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il Consiglio Comunale di Senigallia nel testo dell'O.D.G. indirizzato alla Regione, alla Provincia e al Comune di Falconara Marittima, esprime il suo parere sull'incendio dell'Api.

dal Comune di Senigallia
www.comune.senigallia.an.it


Il Consiglio Comunale della città di Senigallia

Visto il gravissimo ed ennesimo incidente verificatosi, in data odierna, alla Raffineria API di Falconara, che ha provocato tragiche conseguenze per la vita umana con un morto e diversi feriti, alcuni dei quali gravissimi, nonché per la qualità dell'aria e dell’ambiente circostante.

Preso atto che la raffineria API, nonostante i protocolli e le formali assicurazioni espresse dall’azienda, è un impianto industriale che non si riesce a tenere sotto controllo e che è fonte di continui incidenti mortali sul lavoro, di gravissimi pericoli per la vita delle popolazioni vicine, di continui danni ed inquinamenti dell’aria e dell’ambiente circostante.

Ravvisato che il mantenimento di tale complesso industriale è sempre più INCOMPATIBILE con l’ambiente circostante.

Richiamato l’o.d.g. del Consiglio Comunale approvato il 29/9/1999 con il quale il Consiglio Comunale di Senigallia, considerati: gli incidenti avvenuti all’interno della raffinetia il 25/08/99; i rischi per la popolazione; l’inquinamento ambientale e atmosferico, nonché la delibera del comune di Falconara del 31/8/1999 che sancisce l’incompatibilità ambientale tra la città e la raffineria; esprimeva “assenso a favore dalla delocalizzazione della raffineria API nonché del successivo risanamento ed invitava le istituzioni provinciali, regionali e nazionali ad attivarsi per la soluzione di questo gravissimo problema che riguarda la comunità locale.

Tenuto conto che la Giunta Regionale delle Marche invece ha rinnovato con ben cinque anni d’anticipo la concessione ventennale alla raffineria API di Falconara; che contro tale prvvedimento si sono espressi la città di Falconara, i cittadini costituiti in comitato, altre realtà sociali e civili del territorio, giustamente allarmati dal crescente impatto ambientale dell’impianto in questione, classificato su scala nazionale, com’è ormai noto, tra gli impianti ad alto rischio ambientale;
che la raffineria API, oltre ai tragici eventi fin qui richiamati, è anche fonte di ripetuti sversamenti in mare e di costante emissione in atmosfera di sostanze inquinanti.

Visto il gravissimo incidente accaduto all'interno della raffineria API oggi, mercoledì 8 settembre 2004, con perdite di vite umane; i gravi pericoli per l’uomo e per l’ambiente che la raffineria determina; nonché il diritto-dovere di agire a tutela degli interessi legati alla salute dei cittadini e alla salvaguardia dell’ambiente costiero in una logica d’area vasta.

Chiede al Presidente della Regione e alla Giunta Regionale, nonché al Presidente della Provincia e alla Giunta Provinciale, di procedere alla revoca del protocollo d’intesa con la Raffineria API;
agli Organi Istituzionali in indirizzo di adottare, nella prospettiva della delocalizzazione dell’impianto in questione e del contestuale risanamento dell’area, tutti i provvedimenti affinché sia data attuazione alla previsione contenuta nel PRG del Comune di Falconara di liberare l’area dalla raffineria API nel 2008.

Sostiene le iniziative che il Sindaco e il Comune di Falconara intendono porre o abbiano già posto in atto per perseguire l'obiettivo di dare attuazione alla previsione contenuta nel PRG di liberare l'area dalla raffineria nel 2008.

   

EV




Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 settembre 2004 - 1585 letture

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