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Sbagliato rinnovare la concessione all'API fino al 2020

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Se lo "sviluppo sostenibile" non è solo un vuoto slogan e se davvero vogliamo "un altro mondo possibile" dobbiamo saper porre le basi per togliere l'API da Falconara e riconvertire l'area.

di Luciano Montesi
Presidente Federazione Verdi Marche
All'indomani dell'incidente alla raffineria API di Falconara, esprimendo il nostro sentito cordoglio alla famiglia Parisse e la solidarietà ai feriti Nicola Cilli, Macelo Pelais e Mauro Cameruccio, ai cittadini e al sindaco di Falconara Marittima, vogliamo sottolineare l'estrema gravità della situazione di un'area i cui residenti (al pari dei residenti dei quartieri circostanti), oltre al problema dell'inquinamento, si trovano ogni giorno a far fronte ad uno stato di estrema insicurezza.
Attendiamo i dati ufficiali per poter valutare in maniera certa le cause dell'incidente, ma da quello che sta emergendo sembra evidente che non ci sia responsabilità da parte dei camionisti ma piuttosto carenze nella gestione dei serbatoi, nelle procedure di carico e nelle misure di sicurezza. Certo è grave l'inquinamento atmosferico e della spiaggia circostante il luogo dell'incidente.
Altrettanto gravi sono le responsabilità di un'azienda che continuamente mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e la qualità della vita dei residenti.
Come abbiamo avuto modo di affermare a proposito delle falsificazioni dei dati relativi all'inquinamento del sottosuolo, l'API si manifesta come un soggetto economico inaffidabile nelle relazioni con il territorio e con le istituzioni.
Il rinnovo sino al 2020 della concessione petrolifera (l'impianto è ritenuto a rischio di incidente rilevante secondo la classificazione 'Seveso'), deliberata dalla giunta Regionale il 1° luglio 2003, aveva creato una profonda rottura tra il centro sinistra e i Verdi che, proprio per questa ragione, erano usciti dalla maggioranza in Regione.
Alla riunione fra gli esponenti del centro sinistra delle Marche i Verdi porranno in primo piano l'oggetto della questione API, la sua incompatibilità con un territorio ad altissima densità di popolazione e di infrastrutture viarie primarie che ha una forte vocazione legata al turismo, alla pesca e all'agricoltura.
Auspichiamo che i partiti del centro sinistra ritrovino la forza, il coraggio e il governo che fa mettere al centro della propria azione interessi diffusi della popolazione e dell'ambiente.
Se lo "sviluppo sostenibile" non è solo un vuoto slogan e se davvero vogliamo "un altro mondo possibile" dobbiamo saper porre le basi per togliere l'API da Falconara e riconvertire l'area.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 settembre 2004 - 1894 letture