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Piano per la variante: incomprensioni fra Provincia e Comune

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
L’approvazione da parte della Provincia di Ancona della Variante sulla Viabilità e sul PIP di Borgo Molino, adottata dal Comune di Senigallia nel luglio del 2002, contiene una prescrizione che definire singolare è generoso: “dare esecuzione al PIP e a tutte le aree oggetto della Variante solo dopo aver approvato il progetto di massima della viabilità, salvaguardando le aree interessate dal tracciato.” Testo alternativo

da Francesco Stefanelli
Assessore all'Urbanistica


La prescrizione è singolare perchè incomprensibile, da parte di chi conosce il motivo ispiratore di quella variante, la quale è stata fatta solo ed esclusivamente per tutelare il tracciato della nuova strada di scorrimento urbano!
Questo è risaputo da tutti i consiglieri comunali di Senigallia, che hanno avuto la pazienza di studiarla – e capirla - all’atto dell’adozione; ma lo sa bene anche il Settore Urbanistica della Provincia di Ancona, con il quale ci siamo più volte confrontati per spiegare gli obiettivi della variante; così come lo ha ben compreso l’Assessore provinciale Patrizia Casagrande, che ha proposto a mio avviso in modo corretto l’atto di approvazione al Consiglio Provinciale, risultando purtroppo inascoltata anche dal suo Presidente.

Per capire come stanno le cose occorre fare un passo indietro, a quando la Provincia adottò il Piano Territoriale di Coordinamento che prevedeva sì una strada alternativa alla Statale 16, ma tutta interna al tessuto urbano della nostra città.
Il Comune si attivò con fermezza perchè il tracciato venisse arretrato verso monte e presentò un'osservazione al PTC, che fu accolta.
Così alla ipotesi di strada interquartiere prevista dal PTC si sostituì un'ipotesi di generale arretramento dell'asse di scorrimento urbano, che andava approfondita nei punti di criticità e andava riorganizzata soprattutto in prossimità del casello autostradale.

Per questo, fissato in linea generale il tracciato dell'asse, l'Amministrazione Comunale ha adottato la variante in questione, mirata a tutelare i percorsi proposti e possibili, ovvero a salvaguardare le aree dove potrebbe passare l'asse di scorrimento, per garantirne la fattibilità.
E così, attraverso la Variante, sono state ampliate le fasce di rispetto dell'autostrada di alcune aree strategiche, portandole da 30 a 60 metri, come previsto dalle leggi vigenti; sono state poi tutelate le aree stategiche alla realizzazione del collegamento della Corinaldese e dell'Arceviese all'uscita esterna del casello autostradale, prevista in tutti gli studi.

Proprio al fine di evitare compromissioni irreversibili del territorio interessato dalle ipotesi di riorganizzazione del casello autostradale, è stata vincolata l'attuazione di un'area produttiva (D3) già prevista dal Piano Regolare, adiacente all'autostrada, alla formazione di P.I.P., ovvero ad un piano particolareggiato di iniziativa pubblica.
In questo modo il Comune si è riservato la possibilità di controllo dello sviluppo di quest'area, strategica per l'allontanamento del traffico vallivo e di attraversamento dell'ambito urbano, ed ha così impedito l'attuazione di interventi edificatori di qualsiasi genere che potevano compromettere nuove ipotesi di infrastrutture.

Questo è l'obiettivo unico della variante e mi dispiace sinceramente che sembri non essere stato colto dalla Provincia – o parte di essa - dal momento che con la sua prescrizione, inutile da un lato e probabilmente anche tecnicamente irregolare dall'altro, ha dimostrato poca attenzione alle politiche portate avanti da questa Amministrazione in questi ultimi anni in tema di riorganizzazione viaria.

Giova infine ricordare in proposito che una ipotesi di prefattibilità del tracciato di un asse di scorrimento urbano nord-sud è stata definita dal prof. Karrer, incaricato dal Comune, e che sulla base di tale studio è stata avviato un tavolo tecnico di confronto con la Società Autostrade per studiarne l'attuazione in connessione con la realizzazione dell'ampliamento dell'autostrada con le tre corsie.
I lavori del tavolo tecnico sono poi stati sospesi in attesa che i finanziamenti relativi all'ampliamento dell'autostrada ricevessero i necessari benestare dagli organismi istituzionali preposti.

Ora, per quanto riguarda la variante, siamo in attesa degli atti ufficiali per analizzarli e valutare quale atteggiamento tenere.
Mi auguro che nel frattempo esista lo spazio per riportare il confronto sulle cose reali, evitando chiacchiere infondate che non possono interessare l'Amministrazione Comunale né chiunque altro intenda lavorare seriamente per il futuro della città e del territorio.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 agosto 2004 - 1984 letture

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