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Censimento dei fiumi marchigiani per gestire il territorio

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Migliorare la conoscenza e la gestione del territorio attraverso un censimento aggiornato dei fiumi di rilievo regionale.
È quanto è stato realizzato dalla Regione Marche, che ha monitorato i principali 77 corsi d’acqua esistenti, interessanti la quasi totalità dei comuni marchigiani.

dalla Regione Marche


L’indagine ha rilevato i profili topografici delle aste fluviali e le opere idrauliche esistenti nelle zone montane.
Complessivamente i fiumi sono stati scandagliati per 1.490 chilometri, con una verifica accurata che ha riguardato 4.729 sezioni, e sono stati rilevati i dati di 1.471 manufatti (opere idrauliche, dighe, impianti idroelettrici), realizzati nella parte montana dei corsi d’acqua.

I risultati dell’indagine sono stati presentati, alla stampa e alle amministrazioni locali (Province e Comuni), dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Cataldo Modesti.

La Regione Marche – ha sottolineato l’assessore – ha promosso questa campagna per definire le caratteristiche idrauliche dei bacini rilevati.
Il risultato, di elevato valore tecnico e scientifico, costituisce un traguardo notevole per la Regione, ora in possesso di informazioni dettagliate sui principali fiumi che consentono non solo un’oculata pianificazione, ma anche una mirata progettazione dei piani di bacino e una coerente gestione economica del patrimonio demaniale
”.
Una banca dati necessaria, è stato rimarcato, per programmare ogni ulteriore intervento e per valutarne la fattibilità, tecnica e idraulica.
Grazie al lavoro realizzato, secondo Modesti, “oggi le Marche possono collocarsi tra le regioni italiane più avanzate nel settore della gestione idrogeologica del territorio”.
Una posizione che sarà ulteriormente consolidata, a partire dal prossimo mese di settembre, quando la Giunta regionale presenterà, in Consiglio, lo studio sulla gestione delle coste.
L’arretramento delle spiagge, infatti, è anche conseguenza della scarsità del trasporto solido dei fiumi, segnalata anche dai dati geometrici acquisiti analizzando i profili dei corsi d’acqua studiati, alcuni dei quali manifestano erosione dei fondali.

Gli aspetti tecnici del censimento sono stati illustrati dall’ing. Vincenzo Marzialetti, del Dipartimento Territorio della Regione.
I dati raccolti rappresentano una base conoscitiva utile per i privati e gli enti pubblici che hanno competenze nella gestione, nel controllo e nella vigilanza del territorio. Le informazioni potranno essere incrementate con il contributo degli enti locali e delle Province, ai quali sarà consentito di aggiornare i dati regionali con le informazioni sulle nuove opere idrauliche autorizzate”.

L'indagine è stata coordinata dalla Regione e i rilievi suddivisi in quattro lotti di dimensione provinciale, per garantire un’uniformità dei risultati.
Sono già stati testati quelli scaturiti dagli appalti delle province di Ancona (21 fumi) e Pesaro-Urbino (12 fiumi), in fase di collaudo quelli di Macerata (23 corsi d’acqua) e di prossima ultimazione quelli di Ascoli Piceno (21 alvei coinvolti).

Il censimento delle opere idrauliche nelle zone montane, finanziato con i fondi del terremoto, ha riguardato i fiumi: Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti e Aso.

I rilievi consentono ora di individuare le aree esondabili, redigere i piani di bacino, predisporre progetti di sistemazione idraulica, disporre di un archivio utile per le amministrazioni interessate, collegare ogni opera alla relativa concessione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 agosto 2004 - 3445 letture

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